Futsal, ecco maxi multa per la Ternana

Tegola post Cagliari: 2500 euro d’ammenda per minacce e ingiurie dei tifosi, altri sei mesi d’inibizione a Damiano Basile. Il curioso invito della società: «Non andate in Sardegna»

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Non gli è andata giù, per niente. Lo si era già capito da un primo post di ‘fuoco’ pubblicato nell’immediato post-partita, ma evidentemente per la Ternana futsal femminile non era abbastanza e allora dopo il 5-4 (rigore decisivo a pochi secondi dalla conclusione) con il quale il Cagliari si è imposto in gara2 dei quarti playoff scudetto ecco un particolare invito via social: «In Sardegna non andate, non portate soldi a chi non ci rispetta». Beh, la società di via Campania non è nuova a proteste contro arbitri e società, ma questa forma è inedita. In tutto ciò arriva una maxi multa da 2 mila 500 euro e il prolungamento dell’inibizione per Damiano Basile.

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Renatinha super a Cagliari

La rabbia Da dove nasce tutto ciò? La società rossoverde ritiene di essere stata danneggiata – due espulsioni a sfavore, al di là dell’episodio finale – nello sviluppo della gara al palaConi di Cagliari, con passaggio immediato in semifinale sfumato. Ma non solo, di mezzo c’è anche il ‘calore’ dei tifosi sardi. Giovedì mattina sul profilo facebook del club è apparso un curioso messaggio (l’ultima frase, più che altro): in sostanza la Ternana fa un sunto della tipologia di accoglimento ricevuta in terra sarda, attacca e chiede di ‘boicottare’ l’isola. «Ci dispiace rendere pubbliche – il preambolo – queste cose perché il rispetto dato a Terni non si trova da nessu’altra parte (più di qualche episodio spiacevole tuttavia c’è stato in passato, arbitri nel mirino), ma questo è quanto successo mercoledì a Cagliari e per il bene di questo sport deve essere reso noto». Parte l’elenco.

L’invito

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La spiegazione Nella nota si legge: «Fischi all’entrata in campo alle nostre ragazze; minacce alle ragazze al riscaldamento ‘oggi non uscite vi facciamo un culo così’ (basta chiedere privatamente alle ragazze); cori come ‘tuffatrice’ e altri come ‘Ternana vaffanculo’, fischi e buu continui durante la partita; fischi e buu al rientro in campo nel secondo tempo; gesti dell’ombrello a fine partita con tanto di provocazioni nel settore ospiti; due tizi entrano nella parte ospite per provocare i tifosi rossoverdi a fine partita. Questa è Cagliari». Conclusione con l’invito: «In Sardegna non andate, non portate soldi a chi non ci rispetta». Ci risiamo.

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Le risposte non si sono fatte attendere. Alcuni cittadini sardi si sono fatti sotto: «La Sardegna è tutt’altro, non quello che dite voi. Capisco la rabbia, ma gettare fango – una delle repliche – su una intera regione per poche decine di maleducati non è corretto a mio avviso». Ne segue un’altra: «Non entro in merito ai singoli aspetti della partita come non mi esprimo su quello che ho appena letto in questo post solamente perché vige la libertà di parola ed è giusto che ognuno esprima cio che vuole, liberamente e pubblicamente. Ma mi sembra doveroso fare una precisazione: Cagliari città non c’entra nulla con le tifoserie. Perché allora mi verrebbe da dire che la città di Terni è quella che si lamenta per ogni partita persa, e che tutti gli abitanti siano piagnoni! Credo che si debba anche in questo caso differenziare città con persone! Detto questo, nella vita si vince e si perde ma la violenza che avete usato mercoledì contro un uomo, l’arbitro, non è sicuramente un buon esempio per quest’Italia che vive ultimamente di violenza continua contro le donne in particolare, ma anche nelle scuole. Sono partite di calcio, di sport e queste dovrebbero rimanere tali. La vita grazie a Dio è altro». Il particolare mondo del futsal femminile.

IL COMUNICATO DELLA DIVISIONE C5

Valéria Schmidt e Jéssika Manieri con Damiano Basile

Maxi ammenda e inibizione Nel pomeriggio di giovedì arriva la ‘stangata’ per il comportamento in Sardegna. Per la Ternana 2 mila 500 euro di ammenda e diffida «per corali ingiurie e minacce da parte di propri sostenitori in campo avverso nei confronti degli arbitri per tutta la durata della gara. Perché un proprio dirigente in corso di inibizione fino al 30 giugno 2020, assistendo alla gara dagli spalti ingiuriava e minacciava gli arbitri. Al termine dell’incontro, il suddetto dirigente penetrava indebitamente sul terreno di gioco, dirigendosi con fare minaccioso verso i direttori di gara, il rientro dei quali negli spogliatoi veniva ostacolato, senza comunque raggiungerli perché bloccato ed allontanato dall’allenatore in seconda della società e dal commissario di campo prontamente intervenuto. Sanzione così determinata per precedenti analoghi episodi d’intemperanza commessi dal predetto dirigente nelle passate stagioni sportive in danno di arbitri e tesserati delle squadre avversarie». Per il direttore generale della Ternana femminile c’è «un ulteriore inibizione di sei mesi perché assistendo alla gara dalla tribuna,nel corso della stessa rivolgeva agli arbitri ingiurie e minacce. Al termine dell’incontro, quantunque inibito a tutto il 30 giugno 2020, penetrava indebitamente sul terreno di gioco, mulinando le braccia e dirigendosi con fare minaccioso verso i direttori di gara». Déjà-vu.

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