L’Afor e i dirigenti: «Incarichi rinnovati»

L’Agenzia forestale regionale: «Non c’è stata alcuna interruzione del concorso per l’assunzione di 50 operai e nessun aumento della spesa pubblica»

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dell’Agenzia forestale regionale Umbria
in replica al consigliere regionale della Lega Valerio Mancini

Innanzitutto l’Agenzia non ha interrotto il concorso per l’assunzione di 50 operai forestali stagionali. Le procedure concorsuali sono state regolarmente avviate e si stanno definendo i chiarimenti dalla Regione riguardo la composizione delle commissioni di concorso, già nominate dall’ente, in merito alle recenti direttive disposte in materia dalla giunta regionale.

L’ATTACCO DI MANCINI

Riguardo agli incarichi dirigenziali: preliminarmente chiariamo che non c’ è nessun aumento della spesa pubblica. I quattro incarichi a tempo determinato di fatto corrispondono al rinnovo di tre incarichi già in essere presso l’Agenzia forestale ed 1 presso le disciolte cc.mm.. Il rinnovo degli incarichi e le relative modalità si inquadrano nel contesto normativo (l.r. 18/2011 legge istitutiva dell’Agenzia) che disciplina le modalità di costituzione della dotazione organica dell’ente.

La legge regionale istitutiva, nel prevedere il blocco delle assunzioni, dispone che l’organico dell’Agenzia, compreso quello dirigenziale, sia costituito esclusivamente dal personale proveniente dalle ex comunità montane; tale disposizione è stata rigorosamente rispettata, sia in sede di avvio dell’attività, nel 2012, sia in sede di completamento del processo di riforma disposto con legge regionale 12/2018 che ha completato il trasferimento di tutte le funzioni delle ex cc.mm. all’Agenzia stessa.

L’ente che ne è derivato non è affatto piccolo: esso deve gestire circa 700 dipendenti ( di cui 500 relativi al comparto privatistico,tra operai ed impiegati forestali a cui si aggiungeranno 50 operai stagionali e 200 impiegati pubblici), esso ha un bilancio di circa 40 mil. di euro, una organizzazione complessa con una sede centrale a Perugia e 10 sedi decentrate distribuite su tutto il territorio regionale, con competenze e funzioni plurime visto che a quelle operative ora si sommano anche quelle di tipo istituzionale nonché di erogazione di servizi ( in materia di agricoltura, vincolo, autorizzazioni, bonifica, irrigazione etc).
Questo Ente per quanto sopra ha dovuto rivedere la sua organizzazione , compresa la struttura dirigenziale, prima costituita da qiattro dirigenti ed ora da sette, tutti sia prima che dopo rigorosamente provenienti dalle Cc.mm.

Attualmente, quindi, sono state previste in organico 7 posizioni dirigenziali , perciò con una media di 1 dirigente ogni 100 dipendenti, giusto per dare un dato puramente quantistico. Di queste sette posizioni dirigenziali quattro, non coperte da dirigenti di ruolo perché non presenti nelle Cc.mm, sono state coperte con gli incarichi a tempo in questione visto che, come sopra spiegato, non è possibile ricorrere al reclutamento dall’esterno e comunque sempre nel rigoroso rispetto dell’invarianza di spesa, pur se significativamente aumentate le incombenze ed il carico dei servizi.

Per tali posizioni si è trattato di una semplice conferma dei dirigenti dell’Agenzia che dal 2012, e cioè sin dall’inizio, hanno diretto l’Agenzia. A ciò si aggiunga che anche l’area della dirigenza è pesantemente interessata al suo ridimensionamento per effetto dei pensionamenti (quota 100): entro ottobre 2019 ben tre dirigenti, due di ruolo ed uno degli incaricati a tempo determinato di cui sopra, saranno collocati in quiescenza, ed entro il 2020 altri due. Quindi casomai si pone il problema contrario in quanto ben presto un ente di 700 dipendenti e così complesso si troverà con soli due dirigenti.

In questo contesto si collocano gli incarichi di cui si discute. A tal proposito si sottolinea come invece il reale problema sia che il provvedimento adottato consentirà soltanto temporaneamente di garantire continuità operativa all’ente e che quanto prima sarà necessario l’intervento del legislatore regionale per adottare le misure necessarie che consentano, nei limiti dei tetti di spesa e delle regole generali, l’accesso al reclutamento dall’esterno per coprire le vistose posizioni vacanti di organico, sia dirigenziali che per il personale delle categorie, indispensabili per garantire la funzionalità operativa all’Agenzia forestale regionale, ente che, ribadiamo, assicura l’occupazione di 700 persone.

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