Legambiente: «Tariffa pannolini troppo alta»

Perugia: Maurizio Zara, vice presidente regionale plaude alla decisione di non farli più finire nell’organico, ma protesta per i 141 euro della tariffa

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maurizio-zaradi Maurizio Zara
Vice presidente di Legambiente Umbria

Con una recente delibera della Giunta Comunale il Comune di Perugia e Gesenu finalmente ci comunicano che, dopo attenti studi, hanno capito che la plastica contenuta nei pannolini, pannoloni e assorbenti non è biodegradabile, hanno sperimentato che se non si mette la plastica nell’organico è meglio perché si ottiene un compost di migliore qualità e quindi si è infine deciso di dare una svolta significativa al servizio di raccolta dei rifiuti urbani introducendo una diversa e più corretta modalità di raccolta di pannolini, pannoloni e assorbenti: questa tipologia di rifiuto dovrà ora essere gettata nel rifiuto secco residuo indifferenziato e non più nell’organico e dove non è presente il porta a porta, ovvero ovunque tranne nel centro storico, verrà attivato un apposito servizio di raccolta domiciliare proprio dei pannolini. Finalmente hanno scoperto l’acqua calda anche a Perugia! Ormai era diventata una pessima barzelletta questa storia di mettere i pannolini nell’organico (non lo fa nessun altro in Italia), che non poteva più trovare giustificazioni.

Era ora, sono anni che denunciamo che questa pratica, adottata per anni da Gesenu in moltissimi comuni dell’ATI2, non faceva altro che aumentare la percentuale di scarti all’impianto di compostaggio (ricordiamo il 68% del 2015) e rendere di pessima qualità il compost!

A Perugia si era arrivati al cortocircuito comunicativo supremo, con il centro in cui funziona il porta a porta, dove i pannolini venivano già messi nell’indifferenziato, e il resto della città, dove il porta a porta non è mai arrivato (ma c’è speranza che prima o poi si faccia questo passo?) e dove finora si diceva ai cittadini di mettere i pannolini nell’organico.

Ora finalmente siamo tornati a una situazione non virtuosa, ma almeno accettabile, anche se il costo proposto ci pare esagerato, 141 euro a utenza,solo per ripristinare la normalità, è francamente una cifra esagerata a nostro parere. Vorremmo ribadire infatti che attivare un servizio di raccolta dei pannolini, non è un servizio aggiuntivo, ma deve essere incluso nel servizio comune di igiene urbana e considerato nella tariffa fin dall’inizio, così come hanno fatto i comuni dell’ATI4 (provincia di Terni), tanto per non andare lontano.

A Gesenu poi chiediamo che dopo Perugia, questa innovazione arrivi anche negli altri comuni gestiti, a Umbertide ad esempio, dove addirittura questa cattiva pratica è stata attuata, assurdamente e senza alcuna giustificazione, pur in presenza di un servizio di raccolta porta a porta. L’innovazione vera sarebbe provare a fare quello che hanno già intrapreso i comuni veneti del Consorzio Contarina, dove si sta sperimentando un impianto dedicato per riciclare la plastica proprio dei pannolini e degli assorbenti.

Ancora una volta Legambiente chiede al Comune di Perugia, così come agli altri comuni dell’ATI2 che hanno finora consentito questa pessima pratica, di prendere l’unica strada possibile, quella verso un servizio di raccolta differenziata porta a porta efficiente ed efficace, un servizio da estendere quanto prima a tutto il territorio comunale, se pensiamo alla città di Perugia, a partire dalle aree più densamente abitate. Solo così si potrà aggredire il problema della gestione dei rifiuti e voltare definitivamente pagina su un modello di gestione che ormai tutti sappiamo essere stato inadeguato e dannoso per l’ambiente e per le tasche dei cittadini.

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