Ripescaggio, Ternana: ecco ricorso al Coni

Prosegue il tentativo di mettersi dietro Novara e Catania: si va da Frattini, presidente del Collegio di garanzia. Bandecchi: «In guerra è tutto lecito, prima o poi qualcuno sanguina»

Condividi questo articolo su

Da Sergio Santoro, presidente della Cfa, all’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, a capo della ‘cassazione’ della giustizia sportiva. Stessa partita, ma si cambia ‘stadio’ nella battaglia Ternana per il ripescaggio: il Collegio di garanzia del Coni ha ricevuto – e ufficializzato nel portale ufficiale – il ricorso di via della Bardesca in seguito al ‘no’ ricevuto dalla Corte federale d’appello sulla sentenza del Tfn favorevole al Novara e, di riflesso, al Catania. Diverse le richieste avanzate dalla società rossoverde.

LE MOTIVAZIONI DELLA CFA PER LA BOCCIATURA DEI RICORSI

Giotti, Proietti e Ranucci all’arrivo in Via Campania per la Cfa

PER L’AVELLINO FINISCE L’AVVENTURA NEL PROFESSIONISMO: LA PAROLA FINE DEL TAR DEL LAZIO. DENOMINAZIONE SOCIALE, LA TERNANA TORNA AL PASSATO

Da fissare la data Il Collegio del Coni ha già in agenda quattro ricorsi presentati tra lunedì e martedì: sono quelli del Como, Prato (anche per loro tentativo sul ripescaggio), del Palermo (contro Figc, Frosinone e LegaB in merito alla finale di ritorno dei playoff 2017-2018) e dell’Usc Vazzola contro (su tutti) Figc e Lnd. L’ente di Frattini ha facoltà di poter accorpare (leggasi Pro Vercelli) diversi reclami se c’è possibilità: resta difficile ipotizzare una convocazione prima di Ferragosto. Da sottolineare che il reclamo è contro la società piemontese e nei confronti di tutte le leghe professionistiche italiane più Pro Vercelli e Siena. Bagarre totale.

CAOS GENERALE TRA SERIE B E C, LA LEGA PRO ‘MINACCIA’ LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO 2018-2019

Stefano Ranucci al termine dell’udienza alla Cfa

Ternana contro tutti La comunicazione ufficiale arriva poco dopo le 14: «Il Collegio di Garanzia ha ricevuto un ricorso da parte della società società Ternana Calcio S.p.A. (già Ternana Unicusano Calcio S.p.a.) contro la società Novara Calcio S.p.A. e nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), la Lega Nazionale Professionisti Serie A (Lega Serie A), la Lega Nazionale Professionisti Serie B (Lega Serie B), la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), nonché nei confronti delle Società F.C. Pro Vercelli 1892 S.r.l. e Robur Siena S.p.A. Il ricorso riguarda l’annullamento della decisione della Corte Federale d’Appello Figc, di cui al C.U. n. 008/CFA del 6 agosto 2018 (dispositivo pubblicato sul C.U. n. 007/Cfa del 1 agosto 2018), comunicata in pari data, con la quale è stata confermata la decisione del Tribunale Federale Nazionale – sezione disciplinare, di cui al C.U. n. 8/Tfn del 19 luglio 2018 (dispositivo pubblicato sul C.U. n. 7/Tfn del 17 luglio 2018), e di ogni ulteriore atto presupposto, annesso, connesso, collegato e conseguente alle predette decisioni. La vicenda trae origine dal ricorso presentato dal Novara Calcio al Tribunale Federale per l’impugnazione della delibera del commissario straordinario della Figc n. 54 del 30 maggio u.s., contenente i criteri e le procedure per l’integrazione degli organici in di campionai professionistici di Serie A e B s.s. 2018/2019, nella parte in cui, al punto D4, prevede la preclusione al ripescaggio per le società alle quali è stata irrogata una sanzione disciplinare per il mancato pagamento degli emolumenti, delle ritenute Irpef, contributi Inps e fondo di fine carriera dovuti ai tesserati nelle stagioni Sportive ’15/’16, ’16/’17 e ’17/’18. La Ternana Calcio si era costituita in quel giudizio, che il giudice di primo grado endofederale ha accolto e quello di secondo grado ha confermato con la decisione qui, per l’effetto escludendo dai ripescaggi in Serie B la ricorrente insieme alle società F.C. Pro Vercelli 1892 S.r.l. e Robur Siena S.p.A. a vantaggio del Novara Calcio (e del Catania)».

COLLEGIO DI GARANZIA DEL CONI, RIECCO FRATTINI DOPO IL CASO GNAHORÉ DEL 2017

L’ingresso della Figc in via Allegri

Le richieste rossoverdi Al Collegio la società di via della Bardesca chiede «in via cautelare di sospendere, inaudita altera parte, l’efficacia esecutiva della decisione impugnata e di tutti gli atti ad essa connessi e consequenziali, compreso le delibere sui ripescaggi del campionato di Serie B e la compilazione degli organici dei calendari dei campionati di Serie B e Serie C fino alla definizione del presente procedimento; in via principale di annullare la decisione impugnata senza rinvio per tutte le motivazioni esposte nel ricorso; in via subordinata di annullare la decisione impugnata e quella di primo grado con rinvio al Tfn sezione disciplinare per la rinnovazione del procedimento ed indicazione del principio di diritto da applicare; in via ulteriormente gradata di annullare la decisione impugnata, confermando la validità del punto D4 del C.U. n. 54 del 30 maggio 2018, nella parte in cui associa la preclusione alle stagioni in cui la società ha scontato una sanzione disciplinare, limitandola però alle stagioni 2016/2017 e 2017/2018, riallineando così il periodo di preclusione a quello previsto al punto D3 del ripetuto C.U. n. 54». Si balla ancora. Intanto mercoledì sera amichevole con il Pomezia.

IL RICORSO DELLA PRO VERCELLI AL COLLEGIO DI GARANZIA DEL CONI

Stefano Bandecchi lo scorso 5 maggio (foto Mirimao)

Riecco Bandecchi: «In che mani siamo? In guerra» L’imprenditore livornese nel contempo torna a farsi sentire sulla vicenda: «A mio avviso – le parole rilasciate alla radio della Niccolò Cusano – è una situazione estremamente sgradevole e un gravissimo torto che la squadra della Ternana e la città di Terni stanno subendo. Il torto è stato quello di veder cambiare delle regole in corsa e queste regole cambiate in corsa ,sono cosi diventate incomprensibili: fanno sì che società che non dovevano neanche essere pensate per questo invito al ripescaggio siano poi le prime della fila per poter essere ripescate, società che hanno commesso delle irregolarità, degli illeciti amministrativi e degli illeciti sportivi. Queste situazioni sono state messe alla pari e attraverso due sentenze di due gradi diversi, due decisioni  totalmente incomprensibili per qualsiasi persona di buon senso. Questo è un gravissimo sopruso che non subiremo rimanendo inermi. Questa situazione non può  passare inosservata. Mi dà molto fastidio, mi fa vedere l’Italia con un prospetto ancora più buio. Mi fa domandare in che mani siamo. Noi faremo tutto ciò che è legalmente possibile per poter controbattere, fino anche a chiedere l’interruzione dell’inizio dei campionati di calcio, sia di quello di serie C sia di quello di serie B. Noi faremo tutto ciò che è possibile per ottenere giustizia. Ritengo che in questo momento sia scoppiata una guerra, una guerra tra chi evidentemente concepisce il mondo in maniera naturale e giusta e chi solo attraverso mille scorciatoie arriva a certi risultati. Uso il termine guerra in maniera voluta. Credo che oggi qualsiasi tipo di situazione sia lecita per poter far valere la nostra ragione. Quando si subisce un torto infame e violento bisogna avere una reazione e la reazione non potrà mai farci passare dalla ragione al torto: noi avremo sempre ragione nella reazione che stiamo avendo in questo momento e quindi combatteremo questa guerra, come è giusto che sia, fino alla fine con tutti i nostri mezzi».

SESSIONE STRAORDINARIA DELLA PRIMA SEZIONE DEL COLLEGIO DI GARANZIA PER IL 10 AGOSTO: NIENTE TERNANA E PRO VERCELLI

Sergio Santoro, presidente della Cfa

Il cambio in corsa «C’è un principio chiarissimo – prosegue Bandecchi – e sacrosanto che  diceva che le squadre che hanno commesso degli illeciti sarebbero state punite. Ma non  in eterno. Veniva dato un tempo molto regolare: per un certo periodo a seguito di un illecito commesso non si potevano avere determinati benefici. Non era una cosa così punitiva, non è eterna, non è l’inferno. Ora si è cancellata questa regola: chi sbaglia e fa qualcosa di illecito non sarà più punito nemmeno per un secondo anzi godrà di un beneficio,il ripescaggio. Assurdo. L’illecito, che sia amministrativo o sportivo, ha in maniera diversa una grande gravità: con quello amministrativo mi tengo i soldi in tasca anziché pagarli a chi ha il diritto di averli, per la parte contributiva e stipendiale, e posso fare con quei soldi quello che voglio. Se sono bravo potrei anche guadagnare il triplo dei soldi sul mercato, se so operare in borsa o se so che tipo di operazione fare. Posso trarre un vantaggio, anche di carattere economico, importante, a danno di altri o di tutta la società. Mi sembra chiaro che questo tipo di illecito va comunque sanzionato. Poi c’è l’illecito sportivo: qualcuno che di fatto ha imbrogliato nel risultato  del gioco del calcio, della partita svolta sul campo verde. Di cosa stiamo parlando? Possiamo considerarlo lecito? Consideriamo lecito l’atleta dopato che si è fatto di qualche sostanza che gli permette di essere più forte degli altri? No, il dopato viene giustamente  buttato fuori dalla competizione e viene sanzionato per un determinato periodo. Punto. Ora non capisco come possa passare inosservato che il mondo del calcio dopi con il denaro le proprie prestazioni. Qualcuno mi risponde che questo tipo reato è stato fatto anche in passato e da alcune persone non più presenti . È vero, me ne rendo conto. Però mi si dice anche che la Ternana non viene ripescata perché quello che si va a valutare del passato, ciò che si valuta è la società calcistica da quando è nata. Quindi per quanto riguarda le cose sbagliate, fatte male, allora il tempo non conta. Per le cose irregolari si guarda solo quello che è successo negli ultimi 15 minuti, per quanto riguarda le cose positive si guardano gli ultimi 100 anni. Questo non va bene: si guardino gli ultimi 100 anni o gli ultimi 15 minuti di tutta la storia calcistica. E non mi si dica che ‘chi c’è ora non ha commesso illeciti’. Va bene, ma anche nella storia sono stati commessi crimini di guerra che chi comanda ora non rifarebbe ma chi  lo ha fatto mi risulta che per questo tipo di crimine sia stato giustamente punito per molti anni».

Bandecchi e Ranucci prima di Ternana-Pontedera

La violazione, il lecito e il ‘sanguinamento’ Per Bandecchi «sono stati violentati dei principi fondamentali. Il ripescaggio è un invito da parte della Federazione alle squadre che sul campo non si erano meritate il risultato, tanto è vero che per essere ripescati bisogna pagare anche 700 mila euro a fondo perduto. Questo invito non si riceve perché si è belli, bravi e buoni ma perché si rispettano determinate requisiti. Requisiti che c’erano da diverso tempo, tutti ne erano a conoscenza. Noi eravamo i primi della lista, al massimo i secondi. Ci sono tre posti liberi e li abbiamo persi tutti e tre, due dei quali a vantaggio di società che hanno vinto evidentemente una causa, il Novara e il Catania. Ambedue hanno avuto delle problematiche, che non mi riguardano, che oggi non valgono più e che le fanno passare davanti a me. Per una storia fatta di anni, in cui sono state più di me in serie A, in cui hanno avuto più pubblico e tante belle cose. Peccato che nessuno stia più guardando quello che di negativo hanno fatto. Potrei anche dire che si sono succeduti in quelle squadre vari presidenti, vari direttori sportivi, vari allenatori, vari calciatori, varie persone che hanno contribuito a ottenere quei risultati nell’arco della storia calcistica di quella squadra. Queste persone vanno bene finché hanno fatto cose positive. Tutti quelli che hanno sbagliato qualcosa, fosse anche arrivare tardi a uno sportello per pagare un contributo, sono stati cancellati non esistono più nella storia di queste squadre. La Ternana che negli ultimi anni  invece ha sempre lavorato bene, ma ha qualche dato meno brillante, è stata messa dietro. Noi però questa volta lottiamo per la nostra libertà, lottiamo per qualcosa che va oltre la Ternana stessa, lottiamo per un principio di giustizia che deve esistere e non possono venire ogni giorno a fare i maestrini e a raccontarci balle. Noi, qualunque cosa faremo, non penseremo mai di passare dalla parte del torto perché non esiste torto per chi difende la libertà, non esiste torto per chi difende delle cose giuste. Questi principi li porteremo avanti anche se qualcuno imbrogliato farà iniziare i campionati. Lo faremo perché così in futuro nessuno dovrà subire gli stessi torti. Mi ripeto, che nessuno provi a farmi da maestrino perché in guerra tutto e lecito e prima o poi qualcuno ‘sanguina’. La violenza è nel torto che noi stiamo subendo e come le ho già detto chi si difende non è mai nel torto qualunque cosa accada». Intanto si avvicina il ritorno in rossoverde di Federico Furlan: nella battaglia per il ripescaggio il mercato – ma De Canio non la pensa così, ovviamente, visto che per la chiusura manca poco – è passato in secondo piano.

Condividi questo articolo su
Condividi questo articolo su

Ultimi 30 articoli