Tagina: «Lavoratori, malessere e rischio»

Sindacati scrivono al prefetto di Perugia e chiedono un incontro: «Vergognoso che non si tenga in considerazione il rischio che corrono i 150 lavoratori»

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«Un ennesimo sacrificio economico che metterà nuovamente a dura prova i lavoratori e le loro famiglie che, ormai da tempo, stanno soffrendo. Vergognoso che non si sia tenendo in giusta considerazione il fatto che i 150 lavoratori e le loro famiglie siano a rischio». Questo un passaggio della lettera – con richiesta di incontro – inviata alla prefettura di Perugia per la vertenza Tagina a Gualdo Tadino: le segreterie di Filctem Cgil e Femca Cisl vogliono un tête a tête con Claudio Sgaraglia.

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La Tagina

Malessere e stallo Filctem e Femca – congiuntamente ai lavoratori della Tagina – richiedono dunque «con urgenza un incontro con il prefetto di Perugia per denunciare il forte malessere che i lavoratori stanno vivendo a causa dell’incertezza del loro futuro lavorativo. Non più tardi della scorsa settimana, in mancanza di una risposta che tarda ad arrivare dal Ministero del lavoro e dello Sviluppo economico vista la scadenza (il 03 agosto 2018) della cassa integrazione ordinaria, per mantenere i lavoratori in forza ed evitare il licenziamento in massa della maggioranza delle maestranze, abbiamo con sacrificio sottoscritto un accordo con l’azienda che prevede la copertura del mese di agosto con ferie e Rol fino a capienza e, per i giorni restanti, con permessi giustificati ma non retribuiti».

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Mobilitazione Le organizzazioni sindacali sottolineano nella missiva come «questo ennesimo sacrificio economico metterà nuovamente a dura prova i lavoratori e le loro famiglie che ormai da tempo stanno soffrendo; data la situazione di cui sopra e in assenza di segnali confortanti dalle sedi opportune, ci vedremo costretti a mettere in campo delle iniziative di mobilitazione presso le stesse sedi ministeriali anche durante la pausa estiva. Riteniamo infatti vergognoso che non si stia tenendo – concludono – in giusta considerazione il fatto che i 150 lavoratori e le loro famiglie siano a rischio, in una zona quale quella della fascia appenninica, colpita pesantemente dalla crisi, che non può permettersi una perdita di posti di lavoro di questa entità».

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