Terni, delitto Moracci: tutti condannati

26 e 24 anni ai basisti Claudio Lupi e Gianfranco Strippoli, 20 al ‘palo’ Daniel Buzdugan e alla colf Angela Cioce

1

Daniel Buzdugan, il palo

Dopo i due ergastoli comminati lo scorso 18 aprile dal gup Maurizio Santoloci agli autori materiali della rapina-omicidio – i 20enni rumeni Gheorghe Buzdugan ed Elvis Catalin Epure – venerdì pomeriggio il tribunale di Terni ha emesso altre quattro pesanti condanne nei confronti delle altre persone coinvolte nell’assassinio del 91enne Giulio Moracci, aggredito e ucciso il 28 aprile di un anno fa da una banda di rapinatori insieme alla moglie Fioranna (87), nella casa di Gabelletta dove i due vivevano. Tutti gli imputati erano accusati di concorso in omicidio volontario, rapina e sequestro di persona. Nell’udienza di giovedì il pm Barbara Mazzullo aveva chiesto condanne pari a 26 anni di carcere per Claudio Lupi, 24 per Gianfranco Strippoli e 20 anni a testa per Daniel Buzdugan e Angela Cioce.

IL GIUDICE MASSIMO ZANETTI LEGGE IL DISPOSITIVO – VIDEO

Processo Moracci

Gianfranco Strippoli e Claudio Lupi, i basisti

La sentenza La corte di assise di Terni presieduta da Massimo Zanetti e composta dal giudice Barbara Di Giovannantonio e dai giudici popolari ha accolto in toto le richieste dell’accusa, condannando a 26 anni di reclusione il ternano Claudio Lupi (44 anni) ed a 24 anni il romano Gianfranco Strippoli (60), i due presunti basisti che avrebbero pianificato il colpo in ogni minimo dettaglio. Condannati anche il rumeno Daniel Buzdugan (43) – il ‘palo’ che aveva accompagnato a Terni i due giovani rapinatori, fra cui il nipote Gheorghe – e la colf Angela Cioce (48) che avrebbe fornito alcune informazioni essenziali alla banda: entrambi dovranno scontare 20 anni di reclusione. Per tutti è scattata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

IL LEGALE DELLA FAMIGLIA MORACCI: «GIUSTIZIA E’ FATTA»

Processo Moracci

Angela Cioce, la colf condannata

Parti civili Nei confronti delle parti civili – la vedova di Giulio Moracci, Fioranna, e il figlio Filippo – è stato riconosciuto un risarcimento di 150 mila euro ciascuno. Quest’ultimi erano assistiti dall’avvocato Andrea Colacci che, al pari della pubblica accusa, ha sempre sostenuto la penale responsabilità di tutte e sei le persone arrestate in seguito alle indagini dei carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo di Terni.

L’AVVOCATO LUCA MAORI: «ANDREMO IN APPELLO»

La famiglia Moracci Alla lettura del dispositivo, in aula, erano presenti diversi familiari della vittima, in primis la vedova Fioranna e la nuora Eleonora. Il figlio, Filippo Moracci, in America per impegni di lavoro, ha seguito praticamente ‘in diretta’ l’esito del processo. Commozione dopo la sentenza che il legale della famiglia Moracci – l’avvocato Andrea Colacci – accoglie con soddisfazione: «E’ stata riconosciuta la penale responsabilità di tutti i soggetti coinvolti – spiega – e ciò ci sembra importante. Crediamo che sia stata fatta giustizia, forse non completamente rispetto alle nostre attese, ma si tratta di condanne pesanti e aderenti alla realtà dei fatti. Continueremo a far valere le nostre ragioni anche nell’eventuale appello».

La commozione dei familiari di Giulio Moracci

La commozione dei familiari di Giulio Moracci

Le difese Luca Maori, che difende Daniel Buzdugan insieme al collega Giuseppe Squitieri, parla di «condanna abbastanza pesante, nonostante siano state riconosciute le attenuanti generiche prevalenti. Abbiamo sempre sostenuto come l’omicidio non sia stato volontario né gravato dal dolo eventuale come lo stesso pm aveva evidenziato, ma questa linea difensiva non è passata. A nostro giudizio – afferma l’avvocato Maori – hanno pesato molto i due ergastoli inflitti precedentemente dal gup in abbreviato: la corte di assise non si è conformata ma quella sentenza ha giocato un ruolo centrale. Ora attendiamo le motivazioni ma posso già dire che andremo sicuramente in appello». Sulla stessa linea le considerazioni dell’avvocato Francesco Mattiangeli, legale difensore di Claudio Lupi e di Gianfranco Strippoli, quest’ultimo insieme alla collega Donatella Panzarola: «Continuiamo a ritenere che da parte dei nostri due assistiti non ci sia stato concorso nel delitto di omicidio, peraltro preterintenzionale. Andremo in appello facendo presente che Lupi e Strippoli non hanno materialmente partecipato alla rapina-omicidio. Sono state comunque riconosciute le attenuanti derivanti dal ‘concorso anomalo’ e, rispetto agli ergastoli inflitti dal gup, le pene sono sostanzialmente inferiori». L’avvocato Sara Giovannelli, che difende Angela Cioce, parla di «sentenza abnorme rispetto a ciò che è effettivamente emerso in aula nell’arco del processo. Ci lascia perplessi il fatto che il giudizio sia livellato in maniera ‘orizzontale’, con scarti minimi nonostante le differenti responsabilità riscontrate nel dibattimento. Ora attendiamo le motivazioni e poi faremo sicuramente appello».

Condividi questo articolo su

Ultimi 30 articoli