Terni, falsa partenza per il processo ‘Spada’

Il giudice si astiene – aveva fatto parte del tribunale del riesame in fase di indagine – e invia gli atti alla presidente: cambio in vista

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Falsa partenza per il processo legato all’inchiesta ‘Spada’ che, a seguito degli arresti – ai domiciliari – dell’ex sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e dell’ex assessore Stefano Bucari scattati il 2 maggio del 2017, aveva provocato un ‘terremoto’ politico-giudiziario con pochi precedenti del genere a Terni. Venti gli imputati di fronte al tribunale in composizione monocratica. Al centro delle contestazioni sostenute dalla procura di Terni, l’ipotesi di ‘turbata libertà degli incanti’ legata gli appalti comunali per la manutenzione del verde pubblico, per la gestione dei servizi cimiteriali e dei servizi turistici presso la Cascata delle Marmore.

Il giudice si astiene

Giovedì mattina la giudice Barbara Di Giovannantonio si è astenuta dal giudizio, sollevando autonomamente un problema di compatibilità. Nel contesto dell’indagine, da componente del collegio a cui era stata sottoposta (dagli avvocati Enrico De Luca e Massimo Proietti) un’istanza di riesame ‘reale’ per atti sequestrati dagli inquirenti ad alcune coop originariamente coinvolte, si era espressa nel merito. Da qui la decisione del magistrato di astenersi e rimettere gli atti alla presidente del tribunale per l’assegnazione – eventuale – ad un nuovo giudice con definizione di una nuova data per l’inizio del processo.

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