di Giovanni Cardarello
Quattro anni fa – era il 1° aprtile del 2022 – la sua vita era cambiata in un istante, trasformandolo nel protagonista di una favola nazionale. Un colpo di fortuna incredibile, centrato con un biglietto gratta e vinci della serie ‘Maxi Miliardario’ da 20 euro acquistato in una tabaccheria di San Giustino. Un biglietto che gli aveva fruttato la bellezza di 5 milioni di euro di vincita. Oggi, come scrive ‘La Nazione Umbria‘, quel 50enne dell’Alto Tevere si ritrova invece dietro le sbarre del carcere perugino di Capanne, accusato di stalking nei confronti dell’ex compagna, una giovane donna residente a Sansepolcro (Arezzo).
Dalla sorveglianza al carcere: la parabola discendente
Si è consumata nei giorni scorsi la parabola discendente del 50enne milionario, arrestato dai carabinieri di San Giustino. L’uomo era già sorvegliato speciale: al polso aveva quel braccialetto elettronico che avrebbe dovuto garantire la sicurezza della vittima e tracciare ogni suo movimento. Una difesa tecnologica che si è rivelata insufficiente a fermare l’attività persecutoria. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata, costringendo il giudice a inasprire la misura e ad aprire le porte del carcere. Sarà ora l’udienza di convalida, prevista a breve nella casa circondariale di Capanne, a stabilire se il 50enne resterà dietro le sbarre o meno.
L’incredulità della comunità locale
La notizia ha suscitato profondo scalpore in tutto l’Alto Tevere, non solo per la gravità del reato contestato, legato alla piaga sociale della violenza di genere, ma anche per il clamoroso contrasto con il passato recente dell’uomo. Tra San Giustino e i comuni limitrofi molti ricordano ancora i festeggiamenti per quella vincita da record che sembrava avergli spianato la strada verso una vita di agi, comfort e stabilità economica priva di preoccupazioni.
Quella che per tutti era la vicenda di un ‘miliardario in miniatura’ si è invece trasformata in un caso giudiziario delicato, dove l’attenzione resta massima per garantire la sicurezza della giovane vittima. L’imminente pronunciamento del Gip farà chiarezza sul destino dell’uomo, la cui vita, in appena quattro anni, ha conosciuto gli estremi più radicali, passando dalla gioia della dea bendata al buio di una cella.






