Ast: Urso torna a rassicurare sull’Accordo. I sindacati restano in pressing

Terni – Il ministro: «Stiamo completando l’iter». Occhi ancora puntati sulla Commissione europea

Condividi questo articolo su

Da una parte il ministro delle Imprese Adolfo Urso che, da Brescia, rassicura: «Stiamo completando quello che serve per l’Accordo di programma di Terni, quindi avremo sicuramente un polo molto importante». Dall’altro le informazioni ancora vaghe emerse nel corso dell’incontro in Regione tra istituzioni locali e sindacati, che tornano dunque in pressing sul Mimit per avere chiarezza. Viaggia su un doppio binario il dossier Acciai Speciali Terni, ancora in attesa di conoscere l’esito dell’iter che – nelle intenzioni dell’ azienda – dovrebbe portare a un piano di investimenti da quasi un miliardo di euro.

TUTTO SU AST – UMBRIAON

Il confronto

Le poche parole concilianti del ministro, pronunciate nel corso dell’inaugurazione a San Zeno Naviglio del nuovo laminatoio della Duferco e raccolte da Siderweb, sono arrivate nello stesso giorno dell’appuntamento convocato a Palazzo Donini dalla governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, con il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, le organizzazioni sindacali di categoria e le rsu. Appuntamento che non ha sciolto – come speravano i sindacati – i nodi relativi a tempi e contenuti dell’Accordo. La presidente ha spiegato che si è in attesa del parere favorevole della Commissione europea sull’utilizzo dei fondi pubblici che, sempre tramite l’Accordo, sosterranno in parte il piano industriale del gruppo Arvedi, non ancora svelato nei dettagli. Sul tema del costo dell’energia, la presidente Tesei ha sottolineato di «proseguire le interlocuzioni e gli approfondimenti con Enel e governo».

La delusione dei sindacati

Informazioni scarne, che hanno spinto i segretari territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, insieme alle rsu, a parlare di «una riunione interlocutoria» e a chiedere nuovamente «tempi celeri e certi» per la firma dell’Accordo, oltre che «chiarezza sugli impegni che si devono assumere il governo, le istituzioni locali e l’azienda per garantire un futuro alle produzioni strategiche e di eccellenza, ai livelli occupazionali e salariali dei diretti e dell’indotto e alle ricadute sull’intero territorio, a partire della sostenibilità ambientale». Nel corso dell”incontro è stato proposto dalla governatrice sia di convocare un incontro con l’azienda e le stesse istituzioni e sindacati, sia di chiedere all’esecutivo una nuova convocazione del tavolo nazionale per l’Accordo di programma – fermo al Mimit dal 26 maggio scorso – così «da proseguire un percorso comune». Il percorso già avviato dai sindacati prevede in settimana altri confronti tra sindacati e parlamentari umbri ed europei, con l’obiettivo di coinvolgere più interlocutori possibili. Con la speranza, nel frattempo, che le nuove rassicurazioni del ministro Urso trovino concretezza.

Il Pd all’attacco

Di fronte all’assenza di novità dal tavolo regionale a Palazzo Donini non si è fatta attendere la critica delle opposizioni. «Doveva essere l’ultimo miglio per l’Accordo di programma per Ast, con la presidente della giunta Donatella Tesei pronta a garantire che avrebbe accompagnato questa lunga corsa fino al traguardo, ma, nonostante il costante pressing delle organizzazioni sindacali, nessuna certezza da parte della destra di governo regionale e nazionale» commenta il consigliere regionale del Pd Tommaso Bori. Che torna a puntare l’attenzione sulla questione energia. «L’emergenza energia – sottolinea – riguarda tutte le realtà produttive della regione, ma quando rileva aziende particolarmente energivore come Ast, la questione è di competenza esclusiva dell’attuale governo, che ha l’obbligo di trovare soluzioni in grado di sostenere le economie dei territori». «Come Partito democratico – prosegue il consigliere Pd – abbiamo più volte sottolineato l’esigenza di un piano energetico nazionale in grado di garantire costi dell’energia competitivi, in linea con gli altri Paesi europei. E come risposta abbiamo ottenuto solo silenzio dalla destra di governo nazionale e regionale e dai suoi rappresentanti, impegnati però a tagliare importanti investimenti infrastrutturali nel centro e nel sud Italia. Infrastrutture, che sono l’altra gamba debole dello sviluppo umbro».

Condividi questo articolo su
Condividi questo articolo su

Ultimi 30 articoli