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Home » Il messaggio di Papa Francesco per Terni: «Prospettive incerte. Siate uniti e solidali»

Il messaggio di Papa Francesco per Terni: «Prospettive incerte. Siate uniti e solidali»

di Fabio Toni
17 Maggio 2021
in Apertura 5, Ast, In evidenza, Lavoro
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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Celebrata sabato pomeriggio all’interno di Ast, dal vescovo Giuseppe Piemontese, la messa per il 40° anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II a Terni e alle acciaierie, datata 19 marzo 1981, dove incontrò migliaia di lavoratori. Nell’occasione il pontefice toccò temi fondamentali per la vita dell’uomo: la dignità del lavoro, la giustizia e la moralità come condizioni essenziali per la pace in tutte le nazioni, la famiglia, la libertà dell’uomo e la creatività dell’opera umana. Insegnamenti profetici che il Papa consegnò al mondo del lavoro e all’intera comunità diocesana.

Papa Giovanni Paolo II a Terni: le immagini

«Un evento indimenticabile»

«Avremmo voluto rinnovare con Papa Francesco quell’evento indimenticabile – ha detto monsignor Piemontese nella sua omelia – e il Santo Padre aveva manifestato interesse in tal senso, ma la pandemia ha ridimensionato e rallentato i nostri sogni e progetti. Quel Papa che strinse migliaia di mani, che trascorse a Terni un’intera giornata, gran parte in questo luogo, che volle condividere le dinamiche del lavoro delle acciaierie con gli ‘uomini del lavoro’, ma anche le pene, le speranze e le gioie di questo popolo, oggi è santo della Chiesa. I segni da lui posti, i dialoghi e i discorsi pronunciati alle autorità, al consiglio di fabbrica, a tutti i lavoratori, alla città, sono diventati patrimonio della nostra identità e monito e incoraggiamento anche per i nostri giorni».

Il messaggio di Papa Francesco

«Papa Francesco, vivamente interessato alla nostra città e alla nostra diocesi, ha voluto farsi presente con un messaggio in questo momento, offrendoci la sua parola, il suo incoraggiamento e la sua benedizione in questo tempo di pandemia, che purtroppo è tutt’altro che terminato e continua a seminare sofferenze, lutti, e pesanti disagi di natura psicologica, sociale ed economica. Nel messaggio indirizzato alla nostra città e alle acciaierie, in questa circostanza, Papa Francesco ribadisce alcune consegne fatteci 40 anni fa da san Giovanni Paolo II, aggiornandole col tema, a lui caro, della custodia della casa comune».

Il messaggio di Papa Francesco

‘In occasione della celebrazione a ricordo del 40° anniversario della visita di San Giovanni Paolo II alle Acciaierie e alla città di Terni, desidero inviare a Lei, ai lavoratori, agli imprenditori, alle autorità ed ai presenti tutti il mio cordiale saluto. Sono spiritualmente vicino a voi con l’affetto, la preghiera e l’incoraggiamento. La crisi economico-finanziaria, aggravata dalla pandemia, porta con sé incognite per il futuro di tante famiglie. Il vostro territorio, poi, deve affrontare sfide ancora più preoccupanti a causa di prospettive lavorative che generano un clima difficile e incerto. In tale contesto, tutti sono chiamati ad un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. È necessario adoperarsi sollecitudine affinché le istanze etiche e i diritti della persona mantengano il primato su ogni esigenza di profitto. La società, l’economia, il lavoro non rappresentano ambiti unicamente secolari, tanto meno estranei al messaggio cristiano, ma spazi da fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo. La Chiesa, infatti, non è mai indifferente alla qualità della vita delle persone, alle loro condizioni lavorative, e avverte la necessità di prendersi cura dell’uomo e dei contesti in cui egli vive e produce, affinché siano sempre più luoghi autenticamente umani e umanizzanti. Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all’uomo, perché ‘coltivasse e custodisse’ la casa comune (cfr Gen 2,15). Lavorare è la prima vocazione dell’uomo, una vocazione che dà dignità all’uomo. Tutti sono chiamati a non sottrarre alle persone questa dignità del lavoro! Pertanto esorto quanti sono coinvolti, a vario titolo, nel mondo del lavoro e dell’impresa, ad adoperarsi non solo perché il lavoro sia opportunamente tutelato, ma anche perché si attuino valide politiche sociali in favore della persona e della sua professionalità, considerando specialmente il ruolo cruciale della famiglia per l’intera società. In tale prospettiva, è necessario portare avanti con generosità progetti di solidarietà particolarmente nei confronti dei più deboli e meno garantiti. Mi unisco alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia nel manifestare l’affetto e il sostegno della Chiesa a quanti vivono una situazione di smarrimento e di incertezza a causa della disoccupazione e, mentre affido al Signore, per intercessione di San Giuseppe, le vostre speranze, di cuore imparto una speciale Benedizione Apostolica, pegno di ogni desiderato bene’.

L’appello all’unità del vescovo di Terni

Il vescovo di Terni ha poi ricordato la figura di Giunio Tinarelli (1922-1956), «già operaio in questa fabbrica, ma soprattutto cristiano che ha vissuto con coraggio, pazienza e intraprendenza la sua missione di uomo, di lavoratore, poi di malato affetto da poliartrite anchilosante, di apostolo che ha dato speranza a migliaia di persone alle prese con i problemi della disoccupazione, della salute, della fede. Oggi egli è venerabile e noi auspichiamo che presto venga proclamato santo. In questo delicato momento della storia della nostra nazione, alle prese con una crisi senza precedenti e proiettata verso la ripresa confidando sui fondi europei, avverto il bisogno – ha detto monsignor Piemontese – di rivolgere un appello a istituzioni, mondo politico, imprese, sindacati, società civile e alla comunità ecclesiale per unire ogni sforzo di ingegno e di responsabilità. Un invito a superare egoismi e visioni di parte, per pensare e promuovere progetti per le future generazioni, la ‘next generation’ della nostra Umbria e del territorio di Terni-Narni-Amelia. Non restiamo a guardare né lasciamoci prendere dall’accidia o dagli istinti avidi di insensato accaparramento, che distruggono i singoli e la comunità intera. La nostra preghiera questa sera mira e invocare coraggio, intraprendenza e dedizione generosa verso il prossimo, verso il futuro di questa azienda e di tante altre in grave difficoltà. Non dubito che, con l’aiuto di Dio, la buona volontà e l’impegno di tutti, riusciremo ad essere degni continuatori di tanti uomini e donne, esempi fulgidi della società civile, santi e cittadini comuni, dediti a compiere il proprio dovere quotidiano, nel promuovere la crescita e lo sviluppo materiale, culturale e spirituale del nostro popolo e delle nostre città».

 

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