di Claudio Batini
Consigliere comunale Alternativa Popolare – Terni
Mentre i tavoli della politica perugina discutono di poltrone e spartizioni, c’è un’azienda a Terni che non conosce crisi e continua a macinare numeri da record. Non parliamo delle acciaierie, ma del reparto di oncologia del nostro ospedale, costretto a erogare oltre 39 mila prestazioni l’anno con una media spaventosa di quasi 160 interventi al giorno. Questa è la vera ed estenuante ‘produzione’ del nostro territorio: una fabbrica del dolore alimentata direttamente da un ambiente malsano, certificato dallo Stato come Sito di interesse nazionale per la presenza di metalli pesanti e veleni.
Il paradosso più drammatico e inaccettabile risiede proprio qui, nella gestione politica di questa emergenza. Terni si ammala a causa della sua storia industriale, ma le risorse, le decisioni e i centri di spesa vengono sistematicamente dirottati verso il capoluogo perugino. La giunta Proietti, con il silenzio complice dei Cinque Stelle e della sinistra locale, sta portando a compimento il disegno della Usl unica regionale. Vogliono allontanare la testa pensante della sanità da Terni, trasformando il nostro ospedale in una periferia sottomessa a cui tagliare personale, fondi e posti letto.
Noi non accettiamo di essere il reparto di terapia intensiva dell’Umbria senza avere nemmeno il diritto di gestire la nostra salute. I rappresentanti del passato hanno preferito tacere per non disturbare i manovratori di Perugia, ma la nostra presenza serve a spezzare questa catena di sottomissione. Chi pensa di fare cassa e di fare politica sulla pelle dei cittadini ternani deve fare i conti con noi, con Stefano Bandecchi in prima fila. Esigiamo un ospedale d’alta specializzazione indipendente, finanziato e difeso con le unghie, perché a Terni la salute non è una merce di scambio.






