Terni: coltellate e mano semi amputata «perché dicono che parlo male di loro». Chiuso il caso di via Battisti con due arresti

L’aggressione a un 19enne tunisino risale alla sera del 4 febbraio

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Sono stati identificati, rintracciati e arrestati dalla polizia di Stato di Terni, nella serata di sabato 10 febbraio, i presunti autori del grave accoltellamento ai danni di un 19enne della Tunisia, avvenuto la sera di domenica 4 febbraio in un appartamento del condominio di via Battisti 38, a Terni. Si tratta di due tunisini di 36 e 25 anni, ora in carcere per lesioni personali aggravate. La squadra Mobile ha eseguito la misura cautelare disposta dal gip del tribunale di Terni su richiesta della procura. Denunciata anche la moglie del 25enne.

Semi amputazione di una mano

«La vittima – spiega la questura in una nota – è stata gravemente ferita ed ha riportato una prognosi iniziale di quaranta giorni, anche se si renderanno necessari almeno sei mesi, per fratture multiple esposte e semi amputazione della mano sinistra. Lesioni che porteranno ad un indebolimento permanente, ad una riduzione del movimento e ad un deficit dell’arto e della mano». Dopo l’aggressione il 19enne era fuggito a piedi verso piazza Dalmazia, dove era stato soccorso in prima battuta dal personale della gelateria che si affaccia sulla piazza e da alcuni passanti. Lì era stato raggiunto dagli operatori del 118 e dagli agenti della squadra Volante di Terni, nel frattempo allertati.

L’inizio dell’indagine

Le indagini si sono subito indirizzate su un appartamento della palazzina di via Battisti 38, individuato attraverso la tracce di sangue lasciate a terra dal giovane. «Mentre gli agenti iniziavano a raccogliere le prime testimonianze dei vicini, cercando di contattare il proprietario della casa – spiega la polizia – è giunto sul posto l’inquilino, un cittadino italiano che li faceva entrare nell’abitazione, da dove però erano già usciti tutti. L’uomo ha dichiarato di condividere l’appartamento con un ragazzo tunisino che era all’oscuro di quanto fosse avvenuto perché era stato al lavoro tutto il giorno». Anche attraverso quanto riferito da testimoni, la squadra Mobile di Terni è riuscita a risalire alle identità di alcune presenti nella casa al momento del fatto. Utilizzando i social network, gli investigatori sono giunti in particolare a due soggetti: un 36enne tunisino, titolare di un permesso scaduto per asilo politico, ed un connazionale 25enne, sposato con una cittadina italiana originaria anche lei della Tunisia.

Il racconto

«Il giorno successivo – prosegue la questura – il ferito, con una richiesta pendente di permesso di soggiorno per protezione internazionale e con precedenti per spaccio, è stato sentito dalla squadra Mobile. Il ragazzo ha detto che quella sera si trovava in casa con altre persone a giocare alla PlayStation, casa che condivideva anche con un suo connazionale. Durante la serata quest’ultimo è uscito dicendo che sarebbe andato a comprare le sigarette: poco dopo è rientrato accompagnato da altre persone e il gruppetto lo ha aggredito con violenza. Uno di loro ha estratto dai pantaloni un grosso coltello e lo ha colpito al braccio, mentre un altro gli ha spruzzato sugli occhi dello spray urticante». Dopo l’aggressione, il giovane ferito è riuscito a fuggire a piedi verso piazza Dalmazia, lasciando molto sangue a terra lungo il tragitto. Lì è stato soccorso dal personale della gelateria che si affaccia sulla piazza e da alcuni passanti che hanno allertato polizia e 118.

Riconosciuti

«La vittima – prosegue la questura di Terni – ha riferito agli investigatori di conoscere i suoi aggressori (riconosciuti anche in un album fotografico che gli è stato mostrato, ndR) e ha spiegato che loro non vogliono che lui sia a Terni perché sanno che ‘parla male di loro’. Il ragazzo ha riconosciuto anche i coltelli sequestrati nella casa, tenuti in mano dagli aggressori ma non utilizzati, mentre quello usato per colpirlo, con una lama di almeno 50 centimetri, non è stato ancora ritrovato».

L’inseguimento e l’incidente

I due aggressori sono stati arrestati sabato sera, poco dopo essere tornati da Roma dove avevano trascorso gli ultimi giorni. «A ciò – prosegue la nota – si è arrivati dopo un servizio di appostamento e pedinamento nei confronti della moglie del 25enne che li ha portati direttamente sul luogo dove ha incontrato i due e li ha fatti salire in auto, alla periferia della città. Nonostante l’alt intimato dalla polizia di Stato, la donna alla guida non si è fermata ed ha proseguito la corsa, andando a sbattere contro l’auto della squadra Mobile che nel frattempo l’avevano sorpassata, causando lesioni ad un agente giudicate guaribili in sette giorni».

Arresti e denunce

La donna aveva con sé un coltello nell’auto, mentre un altro lo aveva addosso il marito. Il terzo tunisino invece era in possesso di una tessera sanitaria rubata nella casa dell’aggressione proprio quella sera. I due uomini sono stati arrestati per lesioni aggravate; la donna e il marito sono stati denunciati per possesso di oggetti atti ad offendere, mentre il terzo protagonista per ricettazione. A chiudere il cerchio la denuncia per detenzione a fini di spaccio a carico della vittima: in ospedale è emerso che aveva con sé nove involucri di cocaina per un totale di oltre 7 grammi.


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