Terni: «Insulti e lanci di urina dalla vicina di casa. Qualcuno intervenga»

Il racconto di una famiglia sfinita dalle persecuzioni di un’anziana

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Un «incubo» che dura ormai da quattro anni, tra insulti continui, urla e rumori anche di notte, fino al lancio per le scale di ogni tipo di liquido, addirittura urina. È quanto sarebbe costretta a subire, ad opera di una vicina di casa ultraottantenne, una coppia di anziani coniugi, residenti in un condominio Ater di borgo Rivo, insieme al figlio che quotidianamente si reca da loro per assisterli. L’ultimo episodio martedì pomeriggio, quando la donna avrebbe lanciato un catino d’acqua verso l’uomo, che ora chiede a gran voce che qualcuno intervenga «per porre fine a questa persecuzione».

Il racconto

«Mia madre è una paziente oncologica – spiega il figlio della coppia – ed io come ex infermiere la assisto sia per la terapia che per l’igiene personale e della casa. Ogni giorno, senza nessuna eccezione, vado dai miei genitori e ogni giorno fin dal mattino la vicina mi ricopre di insulti che grida da pavimento, scale, balcone, citofono, cortile e finestre. Sveglia i miei di notte con la radio o urlando o dando colpi alle pareti. Quasi giornalmente sale al nostro piano e getta un secchio di acqua mista a sapone o fango o urina. Se gli capitiamo a tiro, ce lo lancia addosso. Oltre a minacciarmi di morte o di tirarmi acqua bollente o altro addosso quando passo. Ho decine di video che testimoniano tutto ciò». Ma nonostante «un esposto, due denunce, due incontri all’Ater organizzati dall’amministratrice di condominio, nonostante l’intervento continuo di polizia e carabinieri – che ringraziamo per la loro disponibilità e professionalità – la signora alza continuamente il tiro della sua persecuzione», dice ancora l’uomo.

L’appello

All’inizio era stata la stessa anziana a presentare una diffida nei confronti della famiglia in questione, sostenendo che dal piano superiore gettavano resti di cibo e facevano rumore. Ma poi, col crescere del numero e della gravità degli episodi da parte della donna, sono scattate la controdiffida e le denunce. «Come mio padre, la signora è ultraottantenne e vive sola – continua il racconto -. Ciò la rende sopra la legge, intoccabile e quindi si sente legittimata a compiere uno stalking spietato, da me documentato quotidianamente. Il lavoro della giustizia arriva fino alle forze dell’ordine, cioè fino all’ottimo lavoro svolto dai carabinieri, per poi fermarsi senza passare allo step successivo. Noi ci chiediamo se chi di dovere non pensi che queste aggressioni verbali e materiali quotidiane prima o poi possano cogliere noi vittime in un attimo di debolezza e farci reagire, magari scompostamente e in modo inadeguato? Chiediamo aiuto a chiunque possa darcelo, siamo sfiniti ma la nostra colpa, imperdonabile in Italia, è solo di essere vittime di qualcuno».

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