Due minorenni sono stati arrestati a Perugia, a seguito di indagini della squadra Mobile della questura, per gravi atti di bullismo nei confronti di un coetaneo, compagno di classe. I due lo avevano preso di mira, attuando violenze psicologiche e fisiche: offese, percosse, pugni alla schiena ed anche – sic – lo spegnimento di sigarette sul collo. Una vita da incubo per il ragazzo bersagliato, costretto a cambiare la propria vita di adolescente, dentro e fuori la scuola, segnata ormai da costanti crisi di pianto. Non a caso ormai, oltre a muoversi con addosso il terrore per ciò che gli poteva capitare, evitava pure di andare in bagno durante le ore scolastiche, per paura di incontrare i due bulli-aguzzini.
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La reazione dei compagni
Gli episodi violenti sono avvenuti all’interno e all’esterno della scuola di Perugia frequentata dai tre. E in questo contesto piuttosto amaro, una luce è rappresentata dalla reazione dei compagni di classe della vittima che, tutti insieme, hanno sottoscritto e inviato un esposto alla direzione scolastica, evidenziando tutto ciò che il loro compagno era costretto a subire. Esposto poi finito all’attenzione della questura di Perugia e quindi della procura presso il tribunale per i minorenni.
Recidivo
Le indagini della polizia hanno consentito di ricostruire nel dettaglio il quadro, inquietante, fatto di continue condotte vessatorie. Elementi che, vagliati dal gip competente, hanno portato all’emissione della misura cautelare restrittiva nei confronti dei due, collocati presso una comunità e accusati di atti persecutori. Uno di loro – peraltro – era stato già arrestato dalla Mobile perugina, pochi giorni prima, per un’altra ordinanza relativa a diversi episodi di rapine e tentate estorsioni nei confronti di altri ragazzi.
Romizi: «Bravi i ragazzi che hanno denunciato»
Così il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, sulla vicenda: «La notizia dei fatti avvenuti all’interno di un istituto scolastico di Perugia ci preoccupa e riempie di tristezza per la gravità delle azioni e per l’età dei responsabili. L’amministrazione della città di Perugia, esprime vicinanza alla vittima e alla sua famiglia per quanto subito. Manifestiamo, inoltre, grande plauso nei confronti dei ragazzi e degli insegnati, che con la solidarietà espressa e la loro iniziativa, sono riusciti a far venir meno non solo gli atti bullismo perpetrati, ma anche il senso di solitudine. Da anni – afferma Romizi – le istituzioni, il mondo della scuola e le associazioni si impegnano nel contrasto di questi fenomeni,ed evidenziamo, tra le altre iniziative, anche quelle organizzate dall’associazione Margot nelle scuole in collaborazione con il Siulp e l’amministrazione comunale. I fatti accaduti e il ruolo attivo dei ragazzi confermano la necessità e l’importanza di simili progetti che sarà cura di tutti ulteriormente implementare. Elogiamo chi ha avuto il coraggio di denunciare – conclude Romizi – e ci conforta la rete di solidarietà creatasi tra studenti, insegnanti, associazioni e forze dell’ordine, ognuno per la propria competenza».






