«Ormai è dato di un fatto: quando arrivano i privati nella gestione dell’acqua le bollette diventano da capogiro». A dirlo sono il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ed i consiglieri comunali Francesca Tizi e Cristiana Morbello (Perugia), Stefania Troiani (Gualdo Tadino), Chiara Fioroni (Corciano), Luca Sergenti (Piegaro), Giampaolo Conti (Umbertide), Mauro Salciarini e Rodolfo Rughi (Gubbio), Romano Banella e Gianfranco Chieruzzi (Amelia), Luca Tramini (Narni), Valentina Pococacio, Federico Pasculli, Luca Simonetti, Claudio Fiorelli e Comunardo Tobia (Terni). Il comunicato congiunto arriva in seguito all’aumento percentuale sul costo della bolletta della Sii che sfiorerà l’8% nel prossimo triennio e la previsione di aumento di UmbraAcque per lo stesso periodo fino al 17,5%.
«Quando l’acqua è ‘pubblica’, non aumentano i costi»
«Aumenti consistenti – scrivono i consiglieri del M5s – si aggiungono a tariffe che già erano tra le più alte in Italia. Rincari che sono il frutto di scriteriate operazioni di privatizzazione. Cos’hanno in comune Sii e UmbraAcque? Entrambe hanno ceduto quote ai soci privati, mettendo poi gli stessi in una situazione di vantaggio rispetto ai comuni. Per quanto riguarda la Sii la posizione del privato è stata addirittura potenziata pochi mesi fa, con la vendita senza gara del 15% delle quote Asm ad Umbriadue, partecipata di Acea». Operazioni per le quali – secondo il M5s – saranno i cittadini a pagare un conto salato, «nonostante il centrodestra avesse promesso che le tariffe sarebbero diminuite e l’acqua sarebbe rimasta pubblica. Di fatto – spiegano i pentastellati – le bollette diminuiscono non per i cittadini serviti della Sii o di Umbriacque, ma per quelli serviti dalla VUS Acqua che è una società totalmente a guida pubblica. In Umbria solo dove la gestione dell’acqua è interamente pubblica non è previsto nessun aumento delle tariffe. Quando i cittadini votarono nel referendum per l’acqua pubblica ci avevano visto lungo. I beni comuni mal si conciliano con gli affari delle multinazionali».






