di Giovanni Cardarello
Dentro o fuori, tertium non datur. La telenovela legata alla cessione del Perugia Calcio è arrivata alle sue battute finali, o quantomeno al bivio decisivo. Come noto da giorni il countdown ha una data di scadenza ben precisa: martedì 30 giugno.
Entro quella data, il direttore generale Borras attende sul proprio tavolo l’offerta formale e definitiva da parte del fondo internazionale che da mesi orbita intorno al club di Pian di Massiano.
Trattative al fotofinish e nodi economici
L’interesse del fondo, anticipato nei mesi scorsi da UmbriaOn, non è svanito e i legali e consulenti delle parti sono rimasti in contatto costante per limare i dettagli di un’operazione che coprirebbe il 100% delle quote societarie. Ma le ultime notizie raccolte dalla nostra redazione dipingono uno scenario tutt’altro che in discesa.
I numeri che sarebbero emersi tanto dalla due diligence quanto dagli ultimi faccia a faccia rischiano di non essere compatibili con la chiusura dell’accordo. Soprattutto perché Faroni, che pur avendo manifestato il proprio disimpegno dopo due anni di investimenti che non hanno raccolto frutti, vuole almeno rientrare delle spese sostenute, circa 10 milioni.
Ma non sarà facile considerando il costo della rosa e il monte debiti che si attesta di poco sotto i sei milioni di euro. Restano in piedi le ipotesi di una cessione di quote o di ingressi parziali di soci, ma sono ipotesi remote.
La sostanza è che l’offerta del fondo internazionale dovrebbe rivelarsi al ribasso, la copertura del debito e poco più. E in questo scenario l’accordo potrebbe saltare.
Lo spettro del ‘Piano B’: l’austerità firmata Novellino-Tedesco
Ma cosa succede se martedì sera la casella di posta di Borras dovesse rimanere vuota o contenere una proposta inadeguata? La risposta è nel cosiddetto “Piano B”, ampiamente anticipato dalla nostra redazione l’ autarchia basata sui giovani della Primavera e dell’Under 17 e il taglio drastico dei costi.
In quel caso il Perugia proseguirà con l’attuale governance, inaugurando una stagione all’insegna della massima spending review e del bilanciamento dei costi.
Sul fronte tecnico, la dirigenza si muoverebbe di conseguenza insieme a Walter Novellino e mister Tedesco per imbastire una squadra giovane e di categoria, incentrata su giocatori pronti a “sputare sangue” per la maglia.
Una strategia che comporterà inevitabilmente scelte dolorose sul mercato, a partire dai pezzi pregiati: l’attaccante Daniele Montevago, ad esempio, spinge per la cessione in Serie B e la società punta a monetizzare. Ma ad oggi è arrivata solo un’offerta da un club neopromosso di 250.000 euro. E con numero del genere è difficile anche solo immaginare un calciomercato low-cost. Semmai parametri zero e giovani.
Il tempo stringe, l’orologio corre veloce verso il 30 giugno. Tra poche ore Perugia saprà se girare definitivamente pagina con un nuovo corso internazionale o se prepararsi a un campionato di Serie C di pura resistenza e austerità.






