Tragedia a Città della Pieve (Perugia), nella frazione di Po’ Bandino, dove – come riporta in prima battuta umbria24.it – due persone, Antonio Iacobellis, 58enne ex sottufficiale dell’Aeronautica Militare in pensione e la compagna Stefania Terrosi di 59 anni, originaria di Siena, sono state trovate senza vita, nella tarda mattinata di sabato, all’interno dell’abitazione di proprietà della donna in via Sardegna. Sulla tragica vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri pievesi e del comando provinciale di Perugia.
Secondo la ricostruzione, si tratta di un femminicidio-suicidio: il 58enne, originario di Bari, avrebbe fatto fuoco con una pistola, una Beretta semiautomatica calibro 9, colpendo la compagna al petto, e poi, prima di togliersi la vita con la stessa arma, avrebbe avvertito un ex collega e il figlio 32enne della donna, che hanno lanciato l’allarme ai carabinieri. Ma ormai la tragedia si era compiuta: a fare la drammatica scoperta è stato proprio il figlio, precipitatosi in casa. Le indagini sono coordinate dal pm Mara Pucci della procura di Perugia.
In una nota diffusa nel pomeriggio di sabato dai carabinieri del comando provinciale di Perugia si legge che «nella mattinata odierna, poco prima delle ore 12, i carabinieri della Compagnia di Città della Pieve, a seguito di segnalazione di un cittadino, sono intervenuti nella frazione Po’ Bandino, all’interno di un’abitazione, dove hanno rinvenuto i corpi esanimi di una coppia di conviventi, un 58enne, sottufficiale in quiescenza dell’Aeronautica Militare, e una donna 59enne, impiegata presso un’impresa di pulizie. Da una prima ricostruzione – prosegue la nota – l’uomo avrebbe attinto mortalmente la vittima al petto, con un colpo di arma da fuoco esploso con una pistola, su cui sono in corso accertamenti finalizzati a stabilirne la provenienza, per poi togliersi la vita, esplodendosi con la stessa arma un colpo in bocca. Nell’edificio e sull’area circostante, interessati dall’evento delittuoso, è stato condotto un accurato sopralluogo da parte del personale operante e dei militari della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Perugia, che hanno eseguito i rilievi tecnico-scientifici per ricostruire la dinamica dell’accaduto. All’esito degli accertamenti condotti dal medico legale – conclude l’Arma – le salme saranno trasferite presso l’istituto di medicina Legale di Perugia per i conseguenti approfondimenti del caso. Le indagini sono coordinate dalla procura della Repubblica di Perugia e sono finalizzate a definire, oltre che la dinamica, il movente del grave fatto di sangue».











