di Giovanni Cardarello
In Umbria a ottobre 2025 si registrano oltre 3 mila fascicoli aperti per furti, di cui 2.699 contro ignoti e 369 contro noti. Considerando che in tutto il 2024 sono stati 3.696, ci si avvia tristemente a ‘battere il record’. I dati, ufficiali, sono stati forniti nei giorni scorsi dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Sergio Sottani, e dal procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone. Dati allarmanti che chiedono risposte certe e immediate. Soprattutto se i furti sono all’ordine del giorno e diventano anche ‘virali’ sui social, entrando così nel sentire collettivo.
È di una decina di giorni fa il caso della donna rapinata dell’incasso del punto vendita appena salita in auto a Foligno; è dello scorso fine settimana un video, già virale in rete, dove si evidenziano le ‘gesta’ di un topo di appartamento intento a rapinare la cassa di un noto ristorante in strada Trasimeno Ovest, alle porte di Perugia. A darne conto è lo stesso titolare del ristorante in un video che ha raccolto centinaia di reazioni, un numero imprecisato di commenti e l’attenzione de ‘Il Corriere dell’Umbria‘.
Nel video, di circa due minuti e ripreso dalle telecamere interne del ristorante, si vede un uomo con il volto travisato da un passamontagna e un cappuccio che entra nel locale, apre la cassa per cercare denaro e, vista la poca resa (l’incasso era stato giustamente e logicamente portato via al termine della giornata di lavoro), si ‘consola’ con una bottiglia di rum, del vino e pochi spicci.
«Signore e signori, questa sera sentendo una vena di Piero Angela in me vorrei parlarvi della categoria ‘topi di appartamento’ – scrive il titolare del ristorante su Facebook -. Si tratta di una specie in via di moltiplicazione nella regione in quanto campa sulle spalle degli altri e proprio per questo motivo viene definita ‘parassita’». «Si nutrono delle fatiche altrui – prosegue – sottraendo oggetti papabili che a noi sono costati ma loro li definiscono ‘trofei’ in quanto vendibili o consumabili. Spesso questa specie è affetta da vizi come consumo di alcool (che chiaramente non pagano come dimostra il video) o abuso di sostanze stupefacenti che li rende talmente stupidì da non pensare che il titolare del posto lì ha riconosciuti dai video esterni».
«Purtroppo per voi lettori non posso postare il video esterno – conclude in modo amaro ma ironico il ristoratore – dove il piccolo topo è più evidente, ma a breve vi fornirò tutti i dettagli così analizzerete meglio questa specie di grandissimo risalto nella pornografia italiana in quanto figli di madre ignota. Però vorrei fare un appunto: piccoli topi cambiate la muta che non vi mimetizzate tanto bene».






