di Giovanni Cardarello
Non si placa la tempesta politico-amministrativa attorno al futuro del Laghetto di Teodorico e alla delicata pratica per la trasformazione della zona agricola di Madonna di Lugo in area «Zauni» (Zona agricola di uso nucleare o industriale, dunque potenzialmente edificabile). Il confronto, che da mesi accende il dibattito cittadino, si sposta ora sul piano delle carte bollate, allungando imprevedibilmente i tempi del consiglio comunale.
A surriscaldare l’atmosfera alla vigilia dell’ultima seduta scrive Ilaria Bosi sul Messaggero Umbria oggi in edicola non è stato solo l’emendamento last minute presentato da quattro consiglieri di maggioranza, ma soprattutto una formale «richiesta di chiarimenti urgenti» inoltrata dal legale della proprietaria del terreno interessato dalla discussa «osservazione 65» alla variante del Piano Regolatore Generale (Prg).
L’affondo del legale e la sospensione dell’aula
L’avvocato Massimo Marcucci ha depositato un atto di accesso civico generalizzato e documentale indirizzato ai vertici del Comune: dal segretario generale al sindaco, passando per assessori, consiglieri e dirigenti. Il legale paventa presunte illegittimità e disparità di trattamento nella gestione dell’osservazione 65 rispetto alle altre pratiche precedentemente esaminate in blocco dall’amministrazione.
La mossa ha spinto il presidente del consiglio comunale, Marco Trippetti, a sospendere immediatamente i lavori prima della discussione del punto all’ordine del giorno, convocando una lunga conferenza dei capigruppo a porte chiuse. Al rientro in aula, l’assemblea ha comunque bocciato la richiesta di ulteriore approfondimento avanzata dal capogruppo di Insieme per Spoleto, Paolo Piccioni, che ne aveva inizialmente proposto il ritiro.
I dettagli tecnici e l’indice di edificabilità
L’emendamento che ha tenuto banco porta la firma dei consiglieri Daniele Filippi e Francesca Maso (Civici Umbri), Guerrino Lucentini (Pd) e Samuele Bonanni (M5S). Il testo integra la mozione con cui poco più di un anno fa era stato dato il via libera all’iter per il riconoscimento del vincolo paesaggistico (avviato un paio di mesi fa e tuttora in corso).
L’atto è apparso a molti come uno slancio politico in avanti volto a blindare l’area: nello specifico, si prevede che l’area Zauni sia limitata a una superficie massima di 3.350 metri quadrati in ampliamento della zona complementare esistente (di circa 1.000 mq), lasciando agricola la restante parte. Inoltre, qualora la variante venga attuata, l’indice di edificabilità massimo non potrà superare lo 0,4 di metri cubi per metro quadrato. I tecnici comunali hanno tuttavia precisato che si tratta di un mero atto di indirizzo, poiché gli indici reali potranno essere definiti soltanto nella successiva fase operativa del Prg.
Maggioranza di centrosinistra in frantumi sul consumo del suolo
Il voto sull’emendamento ha finito per certificare una profonda e insanabile spaccatura all’interno della stessa maggioranza di governo. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato il proprio voto favorevole, definendolo una scelta necessaria «per limitare i danni in caso di approvazione della Zauni».
Diametralmente opposta la posizione della lista Ora Spoleto, che ha ribadito un fermo e intransigente ‘no’ a qualsiasi scenario che comporti anche la minima prospettiva di consumo del suolo. La partita urbanistica sul Laghetto di Teodorico si conferma così un nervo scopertissimo per la tenuta politica locale.






