di Giovanni Cardarello
Mancano ormai poche miglia, una manciata di remate rispetto all’immensità dell’oceano Atlantico che si è lasciato alle spalle. Lorenzo Barone, l’esploratore 28enne originario di San Gemini (Terni), è pronto a scrivere l’ennesima pagina della sua incredibile storia di avventuriero. Dopo più di un mese di navigazione in solitaria, come spiega l’edizione online de ‘Il Corriere dell’Umbria‘, la terraferma del sud America non è più un miraggio, ma un profilo che si fa sempre più nitido all’orizzonte.

L’impresa: il Project DUST
Partito il 19 dicembre scorso da Nouadhibou, in Mauritania, Barone ha affrontato l’oceano con una modalità che definire estrema è riduttivo. Il suo ìProject DUST’ non prevedeva sconti: una barca in compensato marino, nessun motore, nessuna vela e, soprattutto, nessun pilota automatico. Ogni metro percorso è stato frutto esclusivamente della forza delle sue braccia e della sua tenuta mentale. Un viaggio ‘puro’, senza assistenza esterna, che lo ha visto lottare contro correnti, onde e la solitudine più profonda.
Oltre un mese nel blu
Trentacinque giorni (e oltre) trascorsi in un guscio di noce, dove la routine è scandita dai turni ai remi e dal monitoraggio costante della rotta. Lorenzo ha superato la metà del percorso già da diverse settimane, mantenendo una tabella di marcia impressionante nonostante le insidie del meteo. La sua posizione, costantemente monitorata via Gps tramite il sistema Garmin (dove centinaia di fan seguono la scia del suo ‘Project DUST’), conferma che la prua è ormai puntata verso la costa sudamericana.

Resistenza e consapevolezza
Non è nuovo a queste sfide, il giovane umbro. Dalle gelide terre della Siberia fino a Capo Nord, Barone ha abituato il suo pubblico a imprese che spostano il limite dell’umano. Eppure, l’oceano ha un sapore diverso: «È la forma più cruda e autentica di vivere il mare», raccontava prima di salpare. Una sfida che non è solo sportiva, ma esistenziale, fatta di notti insonni e della consapevolezza di essere un punto infinitesimale in mezzo al nulla.
Il conto alla rovescia
Ora la comunità di San Gemini e tutta l’Umbria attendono il segnale definitivo: il momento in cui i remi si fermeranno e i piedi toccheranno di nuovo la sabbia. La conclusione di questa traversata non sarà solo un record personale, ma il trionfo di una determinazione che ha radici profonde nel cuore della nostra regione, capace di guardare oltre i confini del continente per abbracciare l’ignoto. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti sulla località esatta dell’approdo. Lorenzo Barone sta per tornare, e questa volta lo fa dall’altra parte del mondo.
Link utile per seguire l’ultima fase dell’impresa: Tracking GPS in tempo reale (Garmin Project DUST) – https://shorturl.at/oVOT5






