Servizi di vigilanza svolti senza autorizzazione, personale non qualificato e documentazione falsificata: è questo il quadro emerso da un’indagine della polizia di Stato, coordinata dalla procura della Repubblica di Perugia, che ha portato alla denuncia di dieci persone e alla contestazione di quarantacinque illeciti amministrativi per un totale di circa 75 mila euro.
Lo scorso 28 aprile – ricostruisce la procura perugina in una nota – gli agenti della polizia di Stato di Perugia, con il supporto della Divisione polizia amministrativa della questura di Napoli, del Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Polizia postale e delle comunicazioni Umbria) e del Reparto prevenzione crimine Umbria-Marche, hanno eseguito un decreto di perquisizione locale e personale nei confronti di rappresentanti legali, amministratori e collaboratori di una società con sede legale in provincia di Perugia e una sede secondaria a Napoli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società avrebbe offerto e svolto servizi di vigilanza e controllo in occasione di eventi pubblici e manifestazioni, anche fuori provincia, pur essendo priva della necessaria licenza prefettizia prevista dall’articolo 134 del Tulps. Inoltre, gli operatori impiegati non risultavano iscritti all’albo prefettizio richiesto dalla normativa.
Le indagini, avviate nell’agosto 2025, hanno fatto emergere anche presunte irregolarità nella formazione del personale: per ottenere certificazioni professionali, sarebbero state falsamente attestate partecipazioni a corsi, con firme apocrife apposte sui verbali. Nel corso delle verifiche è stato inoltre accertato un caso di indebita percezione dell’indennità di disoccupazione. Uno degli operatori, formalmente licenziato per giusta causa nell’aprile 2025, avrebbe in realtà continuato a lavorare regolarmente per la società, nonostante la comunicazione di cessazione del rapporto all’Inps.
Le perquisizioni, eseguite tra Napoli e la provincia di Perugia in sei diversi domicili, hanno portato al sequestro di dispositivi informatici e documentazione relativa all’attività aziendale. Cinque persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria, tra cui i due amministratori della società.
L’operazione si inserisce in un più ampio filone di controlli sul settore. Un’attività analoga aveva già riguardato, nel febbraio scorso, una sedicente agenzia di sicurezza con sede a Perugia: anche in quel caso erano stati sequestrati documenti relativi a servizi svolti abusivamente e il rappresentante legale era stato indagato per esercizio non autorizzato dell’attività di vigilanza e utilizzo di tesserini prefettizi falsi.






