Successo per l’undicesima edizione di NeraBoulder che, per il 2026, ha puntato sul borgo di San Gemini per il mondo dell’arrampicata. Il festival, come di consueto, è stato organizzato da InterValli Aps-Asd.

Il festival – commenta il presidente InterValli Jacopo Santoro – è in «costante crescita, per partecipazioni e proposta. Ogni anno NeraBoulder crea una comunità meravigliosa di persone, che condivide momenti di felicità all’insegna dello sport, dello spettacolo e della sostenibilità territoriale e sociale. E’ stato il comune di San Gemini il palcoscenico di questa edizione, che, con il patrocinio concesso, ha creduto fin dall’inizio a questa manifestazione: un ringraziamento sentito va alle persone che compongono questa amministrazione, in particolare al sindaco Luciano Clementella, all’assessore allo sport Graziano Soli, all’assessore alla cultura Micol Burrai, alla consigliera comunale Elisa Rossi e all’architetto Marco Massarelli, che ci hanno assistito con grande disponibilità nella progettazione. Ringraziamo la fondazione Carit, che ha deciso di finanziare il progetto».

InterValli elogia anche il comportamento delle attività commerciali che hanno aiutato e le realtà cittadine, come ad esempio l’ente Giostra dell’Arme, la pro loco e la società Sangemini: «Senza il supporto logistico del territorio che ci ospita Neraboulder non sarebbe possibile. Ringraziamo inoltre tutte le realtà tecniche che hanno reso possibile la realizzazione del contest di streetboulder, fornendo premi o servizi per questo fondamentali». Hanno aiutato anche il Csi e Cesvol Umbria. «Infine il ringraziamento per eccellenza va a tre comunità: a quella dei cittadini e delle cittadine di San Gemini, che ci hanno accolto con gioia e concesso l’utilizzo delle pareti delle loro case, sopportando anche i piccoli disagi che un festival può portare nella quotidianità della vita; a quella di Neraboulder e alle persone che sono giunte numerosissime, vivendo con gioia e rispetto i due giorni della manifestazione; a quella di InterValli e a tutte le persone che hanno prestato il loro tempo e le loro energie per realizzare questa meravigliosa parentesi chiamata Neraboulder». In azione anche gli sbandieratori di San Gemini.
«La cosa più bella – commentano da InterValli – è assistere alla presenza di nuove persone, insieme ai volti che hanno fatto la storia dell’associazione per molti anni prima di noi e che ci guidano e sostengono. Tante persone hanno preso altre strade, ma continuano a seguirci anche da lontano; alcune persone non ci sono più, ma rimangono sempre presenti nei nostri cuori e nei nostri pensieri. Per tutte queste persone, Neraboulder è un nodo, un collante che ha legato e lega le loro vite. Quindi un ringraziamento particolare va a chi ci ha passato questo testimone e ha reso possibile questo evento, che è una vera e propria ricchezza per il nostro territorio e le comunità che le abitano».






