di Giovanni Cardarello
A poche ore dal concerto di piazza Duomo che, tradizionalmente, chiude il Festival dei Due Mondi di Spoleto, giunto quest’anno alla 68° edizione, gli organizzatori hanno presentato i dati ufficiali dell’evento.
Dati che certificano un sentore già chiaro e diffuso in città, l’edizione 2025 è stata una edizione da record, di certo quella con i numeri migliori dal 2008 ad oggi anno dal quale i dati di presenze e bigliettazione sono stati resi ufficiali.
E sono numeri davvero importanti. Partiamo dal record di incassi, 925 mila euro con una crescita netta del 17% rispetto al dato del 2024. Merito di una gestione più attenta alle tasche di chi voleva partecipare unita ad una migliore distribuzione della vendita dei tagliandi.
Tagliandi che, sempre secondo i dati ufficiali, sono stati 31 mila. Numeri che hanno generato un indotto di presenze e di giro d’affari notevole. Così come, ovviamente, è importante il numero degli spettacoli e degli artisti che si sono alternati nei vari luoghi del Festival.
Gli spettacoli sono stati 67, 106 le rappresentazioni, quasi tutte esaurite, il 90% di media presenze a spettacolo. Si sono alternati sui palchi 784 artisti internazionali e 53 compagnie.
Un trionfo per Monique Veaute che, con questa edizione del Festival dei Due Mondi, chiude la sua esperienza come direttore artistico dell’evento iniziata nel 2021. Dal 2026 a guidare il ‘Due Mondi’ è stato designato Daniele Cipriani.
Cinque anni in cui come spiega il direttore amministrativo della manifestazione, Paola Macchi, «il Festival non solo ha resistito ma è cresciuto».
A Macchi e Veaute, come riporta Ansa Umbria, sono arrivati i ringraziamenti dal presidente della fondazione e sindaco di Spoleto Andrea Sisti. «Con loro – dichiara Sisti – è ripresa l’atmosfera del festival di una volta e ancora meglio. Un grande lavoro che hanno fatto non solo riportando le persone al festival ma facendone arrivare altre che non c’erano mai state».
Inevitabile, in chiusura, la polemica politica. Veaute ha chiarito di non essere «stupita della mancata riconferma. È successo ad altri». Citando il caso della Biennale di Venezia a Roberto Cicutto e di altri contesti simili. «Non ho sentito critiche sulla programmazione di Spoleto», ha chiuso. «Il successo c’è quindi la questione è politica».
Da segnalare, in chiusura, che il concerto finale di domenica sera vedrà esibirsi, dalla 19.30, in piazza Duomo la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer. La Budapest Festival Orchestra torna per il quinto anno consecutivo a Spoleto per eseguire sotto la guida del suo suo fondatore e direttore la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler.






