di S.F.
Appena 65 domande ammesse in prima istanza sulle 125 presentate. Succede allora che il Comune di Terni punta sulla «lettura estensiva» dell’articolo 6 del bando per l’avviso riguardante i caregiver familiari: c’è l’approvazione delle risultanze dopo quanto accaduto a partire da maggio con la pubblicazione.
LA DETERMINA CON LE AMMISSIONI
Il termine per presentare le domande è scaduto lo scorso giugno e la direzione welfare ha avviato le verifiche: 65 sono subito ammesse alla successiva valutazione tecnica, 20 sono tagliate per varie mancanze e, infine, 40. Per queste ultime si procederà a richiedere l’integrazione documentale nel rispetto del Tuel.

Motivo? «Nonostante l’articolo 5 comma 1 dell’avviso preveda che per ‘accedere al beneficio il richiedente deve [doveva] presentare una domanda dalla quale emergano i requisiti di ammissibilità nella prospettiva di una successiva elaborazione del ‘Patto per la cura’, all’esito della valutazione dei requisiti emerge che numerose domande risultano incomplete e/o prive della necessaria documentazione a corredo». Un fatto che dovrebbe far scattare «la declaratoria di inammissibilità di tutte le corrispondenti domande». Non andrà così.
Il motivo lo spiega la dirigente al welfare e responsabile del procedimento Donatella Accardo: «Codesta amministrazione tuttavia, per il proprio ruolo istituzionale, deve anche tener conto della delicatissima finalità sociale sottesa al presente progetto». E ciò «rende quindi indispensabile una lettura estensiva dell’articolo 6 comma 3 lett. c dell’avviso, nell’ottica di una doverosa estensione del favor partecipationis motivata dall’esigenza di consentire a soggetti che hanno presentato domande incomplete di poterle regolarizzare».
Ora c’è la sospensione del termine previsto – trenta giorni – per acquisire la documentazione integrativa delle 40 domande stoppate temporaneamente. Vale a dire il certificato riguardante la legge 104 del 1992, che verrà richiesta anche all’Inps. In ballo ci sono contributi massimi da 3 mila euro (Isee fino a 25 mila euro) e 2.400 euro (da 25.001 a 35 mila) per risorse complessive da utilizzare pari a 67.207 euro. L’atto firmato dalla Accardo sarà trasmesso per conoscenza alla Regione Umbria.






