Sarà la chitarra la grande protagonista dei due prossimi concerti a firma del conservatorio ‘Briccialdi’ di Terni, in programma tra il 28 e il 30 maggio. Spazio al dialogo tra classica, pop e musica d’insieme: decine i musicisti coinvolti, con repertorio che attraversa Stravinsky, Bartók, Morricone, Beatles e Piazzolla.Entrambi i concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti
A coordinare sarà il docente del conservatorio Roberto Fabbri. Il primo appuntamento, realizzato in collaborazione con Clt Arvedi-Ast, è in programma giovedì 28 maggio alle ore 21 al Clt di Terni con ‘Danza e ritmo – Bartók e Stravinsky’: «Protagonista sarà l’Ensemble di chitarre del conservatorio, formato dagli studenti Matteo Ammazzalamorte, Luca Fossatelli, Leonardo Gallucci e Giordano Sforzini. Il concerto attraverserà alcune delle pagine più significative del Novecento musicale, esplorando il legame profondo tra memoria, radici popolari e nuovi linguaggi: dalla Pulcinella Suite di Igor Stravinsky, manifesto del neoclassicismo, alle Danze Popolari Rumene di Béla Bartók, nate dal lavoro di raccolta e ricerca sulle tradizioni popolari dell’Europa orientale. A chiudere il programma saranno i Cinque Brani Pop di Roberto Fabbri e Paolo Bontempi, in cui la scrittura chitarristica incontra sonorità più contemporanee. Qui i due i due autori rompono le barriere tra i generi, offrendo una sintesi contemporanea fatta di freschezza, introspezione e un respiro marcatamente melodico».
Sabato 30 maggio alle 18 si passa al teatro Secci «con il ritorno dell’Orchestra di Chitarre Umbra. Un progetto che mette insieme realtà musicali diverse del territorio e che vede coinvolti gli studenti del conservatorio, del liceo musicale ‘F. Angeloni’ di Terni e degli istituti comprensivi ‘A. De Filis’ di Terni e ‘L. Valli’ di Narni Scalo, insieme ai rispettivi docenti. Circa trenta musicisti, tra allievi dei primi corsi e studenti del Biennio Accademico, condivideranno il palco in un repertorio che spazierà dai Beatles alle colonne sonore di Morricone e Piovani, passando per Piazzolla e la musica spagnola. Un percorso che racconta anche il lavoro del Conservatorio nel costruire occasioni di incontro e crescita tra generazioni e percorsi musicali differenti, attraverso la pratica della musica d’insieme».
«È la musica che unisce, a prescindere dal livello di preparazione», le parole del maestro Fabbri. «Il desiderio di suonare insieme dà un’energia straordinaria a docenti e allievi. Il mio augurio è che questa orchestra cresca ogni anno, coinvolgendo sempre più istituti del territorio».






