di S.F.
«Gli stringenti tempi previsti dal protocollo d’Intesa per l’attivazione, con il rischio di revoca del finanziamento, non consentono allo stato attuale di attendere l’approvazione del regolamento comunale per avviare la procedura di co-progettazione». A Terni ci si muove per il centro di giustizia riparativa: c’è l’approvazione del bando con scadenza fissata al 6 febbraio.
IL BANDO PER IL CENTRO DI GIUSTIZIA RIPARATIVA A TERNI

Palazzo Spada dovrà individuare un soggetto del terzo settore disponibile alla co-progettazione in vista della gestione del centro (legato alla Corte d’appello di Perugia), che sorgerà al civico 6 di via dell’Aquila a borgo Rivo. «La giustizia riparativa – viene ricordato nell’avviso pubblico – è una forma di risoluzione del conflitto, complementare al processo, basata sull’ascolto e sul riconoscimento dell’altro con l’aiuto di un terzo imparziale chiamato ‘mediatore’. Con tale strumento non si cerca di ottenere la punizione dell’autore del reato ma piuttosto di risanare quel legame con la società spezzato dal fatto criminoso. Si può accedere al programma riparativo per qualsiasi reato, a prescindere dalla gravità». Il Comune ha scelto la co-progettazione con un ente del terzo settore per procedere.
IL PROTOCOLLO D’INTESA COMUNE-MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Il protocollo d’intesa è stato firmato dal sindaco Stefano Bandecchi il 1° settembre 2025 e sottoscritto dal ministero della giustizia il 23 ottobre. Si arriva a questa settimana, il 19 gennaio, quando una nota ministeriale scrive al Comune per far presente che le somme per il finanziamento del centro di giustizia riparativa «saranno erogate a stretto giro, non appena completati gli adempimenti amministrativo-contabili conseguenti, verosimilmente al termine del corrente mese di gennaio secondo l’importo previsto di euro 224 mila euro».
Ma c’è anche il richiamo all’articolo 3 del protocollo d’intesa tra le parti: «L’ente si impegna ad adottare il provvedimento istitutivo del centro per la giustizia riparativa e garantire, di conseguenza, l’effettiva attivazione del servizio al più tardi entro quindici giorni dalla ricezione della quota di finanziamento». Ed ecco il perché – come riportato sopra – dalla direzione welfare hanno fatto presente che non si può attendere il regolamento comunale. Firma la dirigente al welfare Donatella Accardo dopo il lavoro della responsabile unica di progetto, la funzionaria con elevata qualificazione Ermina Bonini.






