Il docente, scrittore e divulgatore Enrico Galiano in arrivo a Terni. Sarà protagonista al teatro ‘Secci’ il 6 dicembre – dalle ore 21 – con ‘Meglio veri che perfetti’, una serata «dedicata alla scuola e all’autenticità».

L’iniziativa è propoosta dall’assessorato alla scuola e alle politiche educative del Comune: «Nasce dal desiderio di proporre un momento di riflessione aperta sulla scuola, sulle relazioni e sull’importanza di essere autentici in un’epoca dominata dall’immagine e dalla ricerca della perfezione». Protagonista soprattuto l’associazione Terni Città Futura, che ha proposto il coinvolgimento del professore Galiano. Durante la serata, il professore dialogherà con docenti, studenti e genitori su temi attuali come l’autenticità, l’ascolto, l’uso consapevole delle tecnologie e il coraggio di sbagliare, offrendo una prospettiva nuova sull’educazione come spazio di libertà e crescita condivisa.

«Accogliere Enrico Galiano a Terni – le parole dell’assessore Viviana Altamura – non è solo un grande piacere, ma un segno concreto di quanto la nostra città creda nel valore educativo della scuola come luogo di crescita autentica. Galiano riesce a toccare corde profonde: parla ai ragazzi, ma anche agli adulti, ricordando a tutti noi che educare non significa plasmare, ma accompagnare. È questo il messaggio che come assessorato vogliamo trasmettere — una scuola che non giudica ma accoglie, che non misura ma ascolta, che non impone ma guida. Ringrazio l’associazione Terni Città Futura per la collaborazione preziosa e per la sensibilità dimostrata nel costruire, insieme a noi, un evento che parla non solo di scuola, ma di vita».
Per Michele Rossi di Terni Città Futura «è un grande piacere collaborare con il Comune di Terni. Si tratta di un attestato di stima che ci riempie d’orgoglio: significa che il nostro lavoro associativo è riconosciuto, così come il valore della nostra proposta culturale per la città e le nostre capacità organizzative. Una collaborazione, quella con l’assessorato alla scuola e al welfare, che ha avuto un primo importante momento con il concerto di Francesco Renga, durante il quale – in uno spirito di coinvolgimento e sensibilità sociale – abbiamo contribuito a favorire la partecipazione dei ragazzi seguiti dai servizi. Un gesto che nasce dalla convinzione che la musica e la cultura debbano essere autentica inclusione, occasioni concrete per sentirsi parte di una comunità e non spettatori ai margini».






