Si chiama ‘Dolls’ ed è una mostra fotografica-progetto di «denuncia sui femminicidi». Andrà in scena a Terni, in via Cavour 15, da venerdì 14 a sabato 29 novembre con il lavoro a firma della milanese Gloria Vatteroni. In giornata il debutto,.

«La donna è sempre più spesso ridotta a oggetto, piegata ai desideri e agli stereotipi maschili. Un corpo, una proprietà, un giocattolo – viene specificato nella presentazione – da usare e gettare a piacimento. Nelle pubblicità, nei media e nei programmi televisivi, le donne sono chiamate a incarnare modelli di perfezione e giovinezza, corpi e volti di plastica che ammiccano, rivolti sempre e solo allo sguardo maschile». «Non è stato semplice – spiega Vatteroni – umanizzare le Barbie, sempre sorridenti e perfette, ma il progetto non si è ancora concluso così come non si è purtroppo arrestato il fenomeno dei femminicidi. La seconda fase del lavoro, di cui alcune immagini sono presenti in mostra, mira invece a disumanizzare la donna, rendendola sempre più bambola, più Barbie, più oggetto nelle ludiche mani di uomini irrisolti e malati». L’evento si svolgerà al Caffè Cavour.

La Vatteroni ha studiato fotografia a Firenze ed ha poi lavorato a Roma per gli Archivi Alinari e l’Istituto Luce. Si occupa di servizi fotografici, riproduzioni d’arte, arte sacra, cinema e stampa fine-art. Parallelamente porta avanti una ricerca personale incentrata sul ritratto e sull’autoritratto introspettivo. La sua ultima pubblicazione è il libro d’artista ‘Nel Sogno Sacro del Bosco’, un viaggio onirico nel Bosco Sacro di Bomarzo, realizzato insieme all’artista John David O’Brian. Dal 2010 vive in Umbria e lavora per il ministero della cultura.







