Its: c’è l’ok della Prefettura, ora palla alla Regione. «Aperti alle collaborazioni»

Terni – Altro passo avanti verso la nascita sul territorio di un istituto di formazione terziaria non universitaria

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La Fondazione Its Jobsfactory Umbria ha ottenuto il riconoscimento della Prefettura di Terni: «Si tratta – spiega una nota della Fondazione – dell’ultimo passaggio burocratico in vista dell’accreditamento dell’Its. La realtà che si è presentata alla città di Terni nei mesi scorsi, ora ha tutte le carte in regola per partire». Il presidente della Fondazione, Roberto Mele, ha avuto mandato dall’assemblea dei soci di avviare le attività necessarie affinché la Regione possa programmare l’avvio a Terni di un nuovo Its, istituzione di formazione terziaria non universitaria. Il progetto, promosso dalla Diocesi di Terni, Narni e Amelia con la presenza tra i soci di Asm, Confapi, Cosp Tecno Service e Acciai Speciali Terni, nasce da un’esigenza manifestata dal territorio di determinate competenze professionali. «Da un lato – osserva la Fondazione Its Jobsfactory – sempre più spesso manager e imprenditori lamentano la mancanza di profili professionali e competenze adeguate alle esigenze delle imprese, dall’altro c’è la consapevolezza diffusa di una perdita di appeal per i giovani talenti che vanno fuori e che andrebbero invece trattenuti. Il progetto della Fondazione Its Jobsfactory Umbria vede coinvolti soci che hanno una lunga esperienza nella gestione di corsi Its e hanno raggiunto risultati importanti a livello nazionale. «Sono stati ultimati tutti i passaggi formali che hanno portato al riconoscimento della Fondazione – spiega Roberto Mele -. Ci attiveremo ora per aprire al più presto un’interlocuzione con la Regione per presentare il nostro progetto. Nel Ternano è stata manifestata un’esigenza formativa alla quale crediamo di riuscire a rispondere con un ritorno, in termini di utilità, per tutto il territorio. Siamo pronti ad avviare una collaborazione con l’ente ma anche con altri soggetti che già operano in questo settore. Essendo quello della carenza di competenze professionali nel mercato di lavoro un problema trasversale e comune a diversi settori dell’economia – osserva il presidente della Fondazione -, c’è spazio per percorsi formativi diversificati e collaborazioni che favoriscono l’inserimento lavorativo dei giovani diplomati».

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