Prosegue la 51esima stagione concertistica della Filarmonica Umbra: domenica 29 marzo alle 17.30 il teatro Secci di Terni ospita I Solisti di Pavia in quintetto, formazione composta da Daniele Giorgi e Misia Iannoni Sebastianini ai violini, Silvia Mazzon alla viola, Enrico Bronzi e Fabio Fausone ai violoncelli. Il concerto propone un’unica, imponente opera: il Quintetto per archi in do maggiore op. 163 D. 956 di Franz Schubert, considerato uno dei vertici assoluti della musica da camera. Un lavoro composto nel 1828, a poche settimane dalla morte del compositore, e spesso interpretato come un vero e proprio testamento spirituale.
L’ensemble nasce dall’incontro di musicisti di alto profilo, uniti da una visione condivisa dell’interpretazione cameristica. A guidare il gruppo sono Daniele Giorgi, violinista e direttore, ed Enrico Bronzi, violoncellista di riferimento nel panorama europeo e fondatore del Trio di Parma. Accanto a loro, il talento di Misia Iannoni Sebastianini, la profondità espressiva di Silvia Mazzon e la solidità di Fabio Fausone contribuiscono a definire un equilibrio sonoro di grande intensità. Prima dell’esecuzione è prevista un’introduzione all’ascolto a cura di Giorgi e Bronzi, pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta della partitura e delle sue peculiarità.
Il Quintetto si distingue anche per la scelta della formazione, con due violoncelli anziché due viole, soluzione che conferisce alla scrittura una particolare densità timbrica e un colore quasi orchestrale. Dall’intensità drammatica del primo movimento alla sospensione dell’Adagio, fino all’energia dello Scherzo e al finale di impronta danzante, l’opera attraversa una vasta gamma di emozioni, tra tensione, lirismo e slancio vitale.
La stagione proseguirà poi con un ulteriore appuntamento fuori abbonamento: domenica 12 aprile, sempre alle 17.30, il concerto straordinario con la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana e Alexander Lonquich, pianista e direttore, impegnati nel Concerto in re minore K 466 di Mozart e nel Concerto n. 1 in sol minore op. 25 di Mendelssohn.






