Un crescendo emotivo, fondato sulla certezza di una qualità musicale – singola e d’insieme – di alto livello. Che ha coinvolto un pubblico numeroso – teatro ‘Secci’ prossimo al sold-out – e via via sempre più partecipe. In una serata che ha sì ricordato Syd Barret, a 80 anni dalla nascita di questo genio fuggevole, ma anche e soprattutto celebrato la storia dei Pink Floyd, a sua volta centrale nella storia del rock mondiale, a partire dall’album forse più iconico: Wish You Were Here.
Il ‘Collettivo 1971′ è tornato sulla scena, martedì sera a Terni, e lo ha fatto con il mestiere di chi inizia ad averne viste, suonate e cantate tante. Timing impeccabile, lampi di estro e feeling musicale sul palco garantito anche da un’esperienza consolidata. La band è stata la prima, ternana, ad esibirsi live al palaTerni con il suo ’70’s Rock Celebration’. Andando in scena in varie location del centro Italia anche con gli spettacoli ‘1971 The Rock Opera’ e ‘Changes!’.
Durante il concerto, il contegno nel proporre il lirismo di Wish You Were Here ha via via ceduto il passo ad un approccio forse meno ‘nobile’ ma più caldo, e in fondo gli stessi PInk Floyd con il passare del tempo sono diventati più ‘leggibili’. Una serata ricamata dalle narrazioni di Stefano de Majo e, musicalmente, dal basso di Paolo Scappiti, ideatore e fondatore del gruppo, che dal centro della scena continua a tenere insieme gli artisti. Li menzioniamo tutti: Andrea Guerini, Alberto Cipolla, Emanuele Cordeschi Bordera, Sara Valloscuro, Catia Maurini, Barbara Sabatini, Massimiliano Proietti – il suo sax ha incantato -, Valerio Conti, Michele Cricco, Paolo Scappiti, Gianpaolo Ionni, Cristian Susanna, Mirko Brizzi.







