Umbria, più violenze nei giorni di lockdown

Dal 1° marzo al 16 aprile 2020 – dati Istat – le telefonate al 1522 sono state 49 (31 nel 2019), mentre le vittime che hanno chiesto aiuto sono state 25 (12 nel 2019)

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Durante il periodo di lockdown anche in Umbria sono aumentate le telefonate al 1522, il numero verde contro la violenza di genere e lo stalking. Secondo i dati elaborati da Istat, dal 1° marzo al 16 aprile 2020, a livello nazionale sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%). In Umbria, le telefonate sono state 49 (31 nel 2019), mentre le vittime che hanno chiesto aiuto sono state 25 (12 nel 2019).

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Le vittime chiamano di più anche dall’Umbria

«Tale incremento – si legge nel rapporto di Istat – non è attribuibile necessariamente a maggiore violenza, ma alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole. A livello nazionale le denunce per maltrattamenti in famiglia sono diminuite del 43,6%, quelle per omicidi di donne del 33,5%, tra le quali risultano in calo dell’83,3% le denunce per omicidi femminili da parte del partner. Per poter dare una lettura adeguata del fenomeno sarà necessario un periodo di riferimento più lungo». Per il Lazio, «il tasso di incidenza passa dal 6,8 del 2019 al 12,4 dello stesso periodo del 2020, per la Toscana, dal 4,8 all’8,5 per 100 mila abitanti. Le vittime chiamano di più rispetto allo stesso periodo del 2019 anche dalla Sardegna e dall’Umbria».

Violenza tra le mura domestiche

In Italia, si legge ancora nel rapporto, «le chiamate motivate da una richiesta di aiuto per violenza subita ammontano a 1.543, ma si chiama anche per avere informazioni sul servizio 1522 (28,3%), o per manifestare altre situazioni di disagio diverse dalla violenza (17,1%). Nel 60,6% dei casi le chiamate arrivano tra le 9 e le 17; quelle durante la notte e la mattina presto, solitamente in numero minore, hanno raggiunto il 17,5% durante il lockdown. Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito. Nel 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita».

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