Tra Stroncone e Miranda si trovano delle rovine che hanno più di mille anni: parliamo dell’abbazia di San Benedetto in Fundis che appare oggi come poco più di un rudere avvolto dalla natura. I primi documenti ufficiali risalgano al 1181, mentre alcuni studi suggeriscono radici ancora più antiche, legate addirittura al re longobardo Desiderio nel 771.
«Purtroppo – spiegano dall’associazione Umru – dopo secoli di passaggi di proprietà e un lento declino iniziato nel XIV secolo, oggi l’zbbazia rischia di essere dimenticata o, peggio, sottratta alla comunità. Come associazione, abbiamo organizzato una passeggiata di sensibilizzazione proprio qui. Vogliamo che San Benedetto in Fundis torni ad essere un bene pubblico valorizzato, e non un ‘peso’ burocratico da vendere. La realtà emersa nel consiglio comunale di Stroncone è chiara: il bene è dell’Afor, Agenzia forestale regionale, che però vorrebbe disfarsene ponendolo in vendita». La passeggiata è in programma domenica 1° marzo con partenza alle ore 9.30: info e iscrizioni entro giovedì 26 febbraio al 349.4621760.
«Il rischio – prosegue Umru – è che un pezzo fondamentale della nostra storia finisca in mani private, diventando inaccessibile o perdendo il suo valore sociale. Un bene di questo valore deve restare pubblico, tutelato e finalmente valorizzato. Il Comune e la Regione hanno il dovere morale di trovare una soluzione per il trasferimento della proprietà e intercettare fondi per il suo recupero. Noi dimostreremo che San Benedetto è viva nel cuore di tutta la comunità. L’obiettivo è chiedere che le istituzioni si facciano carico del mantenimento e del rilancio del sito».









