16 °c
Terni
24 ° Lun
27 ° Mar
UmbriaON
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
UmbriaON

Home » Sicurezza negli stadi: «Conoscere è tutto»

Sicurezza negli stadi: «Conoscere è tutto»

di Fabio Toni
15 Gennaio 2020
in Sport
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Ferruccio Taroni

Ferruccio Taroni

Condividi su FacebookCondividi su X (Twitter)Invia su Whatsapp

«Oggi più che mai, anche alla luce dell’ultimo decreto Salvini, negli stadi italiani non può esserci sicurezza senza una maggiore conoscenza: conoscenza delle norme e dei comportamenti, in un percorso che deve coinvolgere tutte le parti interessate, a cominciare dalle istituzioni, poi le società sportive, le forze dell’ordine e i tifosi». Così Ferruccio Taroni, presidente dell’Andes, l’associazione nazionale delegati alla sicurezza, ha aperto i lavori del 22° congresso nazionale dal titolo ‘Conoscere è/e prevenire’ che si è svolto martedì 14 gennaio nella sala congressi dell’hotel Antares Concorde di Milano. Appuntamento che ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse parti sociali che operano nel mondo del calcio che hanno approfondito, ognuno per il proprio settore, la necessità di una maggiore sensibilizzazione ai temi della pianificazione nel progettare la gestione di un evento sportivo sotto il profilo della sicurezza.

Chi c’era

All’evento hanno partecipato oltre cento delegati alla sicurezza e steward provenienti da tutta Italia. Il tavolo ha visto la presenza, oltre che del presidente Taroni, anche di Pierluigi Spagnolo, giornalista del quotidiano ‘La Gazzetta dello Sport’, il quale ha presentato un excursus storico sulla nascita dei gruppi ultras in Italia prendendo spunto dal suo ultimo libro ‘I ribelli degli stadi’ (Edizioni Odoya); della professoressa Margherita Pittalis, avvocato e docente di diritto sportivo all’università di Bologna, il cui lavoro è stato introdotto dall’avvocato Fabrizio Ciuffreda, avvocato e delegato gestione evento per la Reggiana Calcio; di Roberto Mariani, segretario dell’osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive; del professor Alessandro Sicora, docente dell’università di Trento. Presenti anche i rappresentanti dell’azienda Betafence che hanno relazionato sulle ultime novità tecnologiche in materia di installazioni per la sicurezza dentro e fuori gli stadi, e il gruppo di lavoro IT4E (Integrated Technologies for Events).

Conoscenza

«Nel progettare la gestione di un evento sportivo a livello di sicurezza – ha spiegato Taroni – oggi più che mai è importante puntare sulla cultura del confronto e della conoscenza preventiva. Vista la quantità di norme e comportamenti che i delegati per la gestione eventi dei club e tutte le altre parti sono costretti a seguire, è fondamentale riuscire a muoversi prima dell’evento sportivo confrontandosi, chiedendo informazioni e collaborando con tutte le parti in causa. Questo approccio deve però diventare sistematico, strutturale, a cominciare dalle istituzioni, e non può essere lasciato alla volontà dei singoli».

Il libro

«Un approccio dialogante nella gestione dei rapporti con i tifosi da sempre rappresenta un’arma vincente – ha spiegato il giornalista Spagnolo nel ripercorrere tutti i passaggi che hanno portato alla nascita dei primi gruppi ultras in Italia -. Nel corso degli anni è molto cambiato l’atteggiamento che le istituzioni hanno tenuto nei confronti dei tifosi, così come è cambiato il contesto di riferimento. Basti pensare che i primi gruppi ultras nascono dal 1968 in poi, proprio a Milano, per poi espandersi in tutta Italia. Quindi in un clima politico e sociale molto particolare. E oggi come in quegli anni, noi dobbiamo considerare le curve, i gruppi ultras, come uno spaccato della società, in cui ritrovare tutte quelle figure che troviamo in qualsiasi altro gruppo sociale. Anche da questo punto di vista la conoscenza della propria controparte è essenziale».

Le norme

«Nel mondo del calcio e della sicurezza in questo settore, le regole cambiano velocemente e sono stratificate, ossia coinvolgono diverse fonti del diritto. Per questo – ha spiegato la professoressa Pittalis nel suo intervento – è importante che tutte le parti in causa abbiano una conoscenza il più approfondita possibile dei diversi quadri normativi di riferimento. Non ci si può limitare, oggi, al concetto di conoscibilità delle norme, per cui un club per esempio è tenuto soltanto a pubblicare il codice etico per i tifosi; a mio avviso è necessario puntare sulla conoscenza effettiva delle norme da parte dei tifosi. Lo stesso vale per tutti gli altri attori: ecco che solo attraverso una migliore conoscenza delle regole il sistema calcio potrà essere gestito in maniera più efficace sotto il profilo della sicurezza».

L’organizzazione

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del dottor Mariani, dell’osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive. «Quando organizziamo un evento ci muoviamo molto tempo prima per studiare i precedenti di quella partita, cercando di capire se esistano casi nel passato che possano creare tensione tra le due tifoserie. Attraverso questo passaggio riusciamo a evitare situazioni di potenziale pericolo, ma è un lavoro che richiede tempo e spesso non facile».

La comunicazione

«A volte – ha spiegato il professor Sicora – si crea una discrepanza tra quello che l’utente si aspetta di ricevere come servizio, anche allo stadio, e quello che invece il lavoratore, in questo caso lo steward, può fornire. E da questa discrepanza spesso nascono tensioni tra tifosi e steward. Tramite la conoscenza dei meccanismi della comunicazione, ecco che questa discrepanza potrebbe essere eliminata o comunque ridotta, sensibilizzando magari i tifosi a quello che possono pretendere e i comportamenti che devono tenere quando si trovano di fronte uno steward. In questo la comunicazione è fondamentale, sia quella interpersonale, sia quella per esempio tra club e tifoso e viceversa».

CondividiTweetInviaCondividiInvia

Articoli Correlati

Calcio

Il calcio per unire la frazione: a Poggio di Otricoli la II edizione della ‘Poggio League’

25 Luglio 2026
Calcio

A Terni Andrea Lisuzzo, nuovo tecnico rossoverde: «Piazza ambita»

25 Luglio 2026
Calciomercato Perugia, ufficiale l’arrivo di Matteo Borsoi: contratto fino al 2028 per l’esterno sinistro
Calcio

Calciomercato Perugia, ufficiale l’arrivo di Matteo Borsoi: contratto fino al 2028 per l’esterno sinistro

24 Luglio 2026
Nuova Ternana 1925 e quella ‘sporca dozzina’
Calcio

Nuova Ternana 1925 e quella ‘sporca dozzina’

24 Luglio 2026
Calcio

Perugia Calcio, Borras a Ferdinandi: «Nessun rischio». Ma l’offerta sfuma, il mercato e fermo e le scadenze incombono

23 Luglio 2026
Niente ‘carte’ al Clt: «E neppure la tessera»
Futsal

Calcio a cinque: lo ‘strappo’ del CLT. «Campionati giovanili fuori dalla Figc-Lnd Umbria»

23 Luglio 2026

Meteo

Umbria
26 Luglio 2026 - domenica
Sunny
16 ° c
68%
7.6mh
34 c 15 c
Lun
38 c 17 c
Mar
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Termini d’uso
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
  • Modifica consenso cookie
  • Umbriaon srl – P.I. 01542550551

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.