Dialoghi privati che scatenano ‘terremoti’: non si sta parlando, per una volta, dell’inchiesta ‘sanitopoli’ umbra fatta di intercettazioni dell’autorità giudiziaria che hanno portato ad arresti, indagati e dimissioni eccellenti. Questa volta i dialoghi – la cronologia di una chat Whatsapp – sono davvero privati ma, per un errore di uno dei diretti interessati, sono finiti all’attenzione di tutti i componenti della Rsu aziendale dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni. E la prima conseguenza è stata la sfiducia, sancita venerdì, della presidente della Rsu in quota Fp Cgil.
La vicenda
Nelle chat finite in mano agli altri delegati sindacali, circa 20 pagine contenenti in particolare i dialoghi fra la presidente ed un altro componente della Rsu sempre della Fp Cgil, sarebbero infatti contenuti passaggi che hanno fatto saltare sulla sedia gli altri membri dell’organismo di rappresentanza. Tanto che i delegati di Cisl, Uil, Fials, Fis, NursingUp, Nursind – ad eccezione di quelli della Cgil (ed esclusa a sua volta una delegata di quest’ultimo sindacato) – hanno votato, venerdì, per la sfiducia alla presidente. Al tavolo, in assemblea, ci si tornerà lunedì. Per decidere il da farsi. Forse la Cgil farà quadrato, o forse no. Ma intanto – come afferma Fosco Giraldi, sindacalista Fials e consulente Confsal – «la segreteria regionale della Cgil è stata debitamente informata della gravità dei fatti».
I contenuti
Nella chat in questione sarebbero contenute, fra le altre cose, espressioni ‘sessiste’ nei confronti di due delegate. Ma non solo. Dalle chiacchierate emergerebbe infatti un rapporto piuttosto diretto, per non dire ‘preferenziale’, con l’ex direttore amministrativo del ‘Santa Maria’ a cui sottoporre di volta in volta alcune problematiche, così come attacchi e ‘trame’ per colpire altre sigle – la Fials su tutte, con l’esigenza di «fare blocco» contro il delegato Gennaro Visconti perché ‘nemico’ del direttore amministrativo – ed ulteriori aspetti che sono già finiti in mano agli avvocati per valutare i passi da compiere sul piano legale. Insomma, ‘roba da chiodi’ che ha già scatenato una sorta di cataclisma nella rappresentanza sindacale unitaria del nosocomio. E le cui conseguenze non sembrano essersi ancora completamente realizzate.

Parla la Cgil Fp: «Prendiamo atto. Stima alla presidente»
La Fp Cgil di Terni, sindacato della presidente della Rsu ‘sfiduciata’, parla attraverso il segretario generale Giorgio Lucci: «Il voto di sfiducia nei confronti della presidente, che si è evidenziato nella riunione Rsu dell’azienda ospedaliera – afferma – presenta evidenti vizi di forma, in quanto avvenuto senza che tale argomento fosse stato preventivamente inserito nell’ordine del giorno di quella riunione. Prendiamo però atto della volontà di tutte le sigle, comprese quelle confederali, di ritirare la fiducia alla nostra delegata, a cui l’organizzazione ribadisce stima e fiducia».
«Nessuna corsia preferenziale»
«Giova però, ad onor del vero ed evitando strumentalizzazioni su situazioni del tutto private, precisare alcune questioni. Né la nostra delegata – prosegue Lucci – né altri dirigenti dell’organizzazione hanno avuto rapporti privati o preferenziali con alcun componente della direzione aziendale, che non consideriamo né amica né nemica, ma semplicemente una legittima controparte. Ricordiamo che nella vertenza sindacale confederale, durata quasi due anni, la Cgil Fp è stata sempre in prima fila, sia nella costruzione delle comunicazioni propedeutiche alla vertenza, sia nel definire, programmare ed attuare tutte le iniziative di denuncia e protesta nei confronti della direzione aziendale e della Regione Umbria. Oggi ci chiediamo: dove erano in quei due anni le altre organizzazioni sindacali autonome?».
«Assunzioni merito anche e soprattutto nostro»
«Possiamo senz’altro dire – conclude il segretario della Cgil Fp di Terni – che le assunzioni avviate di operatori socio sanitari dalla graduatoria della Usl Umbria 2, che i concorsi che partiranno nel mese di luglio per infermieri, tecnici, fisioterapisti, finalizzati a nuove assunzioni, sono sicuramente e fortemente merito anche di questa organizzazione. Riguardo invece a presunte dichiarazioni sessiste nei confronti di alcune delegate, sono assolutamente inesistenti e non appartengono certo al Dna della nostra organizzazione, sempre pronta a promuovere iniziative rivolte al riconoscimento del ruolo della donna sia in ambito professionale che in ambito sindacale».






