Avvicinare le nuove generazioni alla tecnologia wireless partendo dalle sue radici fisiche e dimostrare l’importanza vitale dei collegamenti d’emergenza. Con questi obiettivi si è conclusa la seconda edizione dell’iniziativa formativa promossa dalla sezione di Terni dell’ARI (Associazione Radioamatori Italiani) presso l’istituto omnicomprensivo Ipsia ‘Sandro Pertini’. I soci dell’associazione hanno offerto agli studenti delle classi quarta e quinta dell’indirizzo elettronico uno sguardo approfondito sul mondo del radiantismo, alternando teoria e prove sul campo.
Durante la mattinata, i relatori hanno illustrato le frontiere della radio, spiegando l’utilizzo della propagazione ionosferica, dei ponti ripetitori e delle comunicazioni spaziali con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), fino a tecniche avanzate come il meteor-scatter e il metodo EME (Earth-Moon-Earth). L’incontro ha anche offerto uno spunto di riflessione sul divario generazionale nell’uso delle tecnologie. Di fronte a una diffusa distanza dei giovani da questo settore, i radioamatori hanno tracciato un parallelo immediato con la quotidianità: i relatori hanno infatti spiegato che «la tecnologia Wi-Fi – ormai fondamentale nella loro quotidianità e della quale hanno piena padronanza – non è altro che l’evoluzione di una trasmissione radio che trae origine proprio dai medesimi principi fisici della radiopropagazione».
Un ampio spazio è stato dedicato al ruolo cruciale dell’ARI nelle attività di Protezione Civile, svolte in stretta sinergia con la Prefettura di Terni attraverso esercitazioni mensili e monitoraggi durante i grandi eventi cittadini. I soci hanno ricordato come i radioamatori siano «spesso gli unici in grado di assicurare i collegamenti in situazioni di emergenza, dove i primi servizi a venire meno sono proprio l’energia elettrica e le reti telefoniche e internet». Una resilienza strutturale dovuta a ragioni squisitamente tecniche, dato che «una qualsiasi stazione radio amatoriale necessita soltanto di una semplice batteria per auto da 12V per funzionare autonomamente».
Dalla teoria si è poi passati alla pratica nel piazzale dell’istituto, dove sono state allestite antenne portatili e una stazione mobile. Gli studenti, insieme ad alcuni docenti, hanno assistito a trasmissioni in fonia, in digitale e in codice Morse, cimentandosi inoltre in una gara di radiolocalizzazione per ritrovare un piccolo trasmettitore nascosto nell’area.
Il successo dell’iniziativa ha spinto l’istituto e l’associazione a pianificare un ampliamento del progetto. Su richiesta del corpo docente, l’obiettivo per il prossimo anno scolastico è quello di «strutturare un vero e proprio corso articolato su più giorni, per poi riproporre a fine anno scolastico l’esercitazione sul campo». Inoltre, a settembre prenderà il via una nuova collaborazione con l’Itt «Allievi Sangallo» per l’attivazione di uno stage formativo, mentre l’ARI sta già valutando di estendere queste presentazioni alle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutto il comprensorio ternano.
La riuscita del progetto è stata coordinata, per l’istituto, dal vice preside Stefano Amerini, insieme al team di specialisti dell’ARI Terni guidato dal presidente Stefano Tonnetti e composto da Gabriele Olivieri, Roberto Ungari, Vincenzo De Gregorio, Ivan Mancini, Adolfo Laliscia, Claudio Sarti, Gianluca Fortunati e Mario Dioturni.






