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Home » Terremoto, la terra torna a tremare forte

Terremoto, la terra torna a tremare forte

di Marco Torricelli
15 Novembre 2016
in Attualità, In evidenza, Terremoto 2016
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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Torna a farsi sentire, distintamente, il terremoto nel centro Italia. Una scossa di magnitudo 4.1 è stata registrata dalla sala sismica dell’Ingv di Roma alle 15,43 di sabato. La scossa, il cui epicentro è stato individuato nella zona di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, ad una profondità di 10 chilometri, è stato avvertito distintamente in un’area molto vasta.

Norcia alza la voce Paura, stanchezza – adesso anche il freddo e le piogge – e rabbia. Tanta rabbia. C’è tutto questo e molto di più alla base della decisione presa dal comitato ‘Vivere a Norcia’, che «dopo due mesi e mezzo di scosse e una assai carente gestione dell’emergenza sin dal 24 agosto», ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al Centro Operativo Comunale di Norcia.

LE IMMAGINI DELLA PROTESTA

norcia-terremoto-protesta-5La protesta «Chiediamo che vengano rispettati i nostri diritti di cittadini, ma sopratutto di esseri umani. Perché gli essere umani non vengono stipati come gli animali. Va rispettata principalmente la dignità della gente. Abbiamo perso tutto, case e lavoro. Tutto tranne la nostra dignità», ha sottolineato una donna. «La soluzione dei container collettivi non è fattibile. Io ho tre bambini e non è semplice, non c’è la minima privacy», racconta Giada. «Abbiamo bisogno di più certezze, magari di container singoli, famigliari, finché non saranno pronte le casette». Con l’arrivo del freddo, poi, oltre alle strade già precedentemente bloccate, si aggiunge anche il problema della neve. Il signor Fabio chiede di avere la possibilità «di passare lungo la strada della Valnerina» e chiede alle istituzioni di «realizzare le ‘casette’ in tempi rapidi».

IL SIGNOR GINO HA PERSO TUTTO – IL VIDEO

Soluzione ‘ponte’ «I container collettivi non sono il demonio», ha esclamato il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. «Io credo che insieme alla Protezione Civile nazionale, alle Regione, si stia cercando di operare con efficacia ed efficienza. Non si può passare l’inverno nelle tende e non ci sono ‘casette’ già pronte. Dovevamo trovare una soluzione ‘ponte’ che ci consentisse di avere il tempo per arrivare a istallare i moduli abitativi provvisori». Alemanno immagina i container collettivi come un ostello: «Tante stanze dove si dorme in 3 o 4, non in 40, e avere inoltre a disposizioni bagni e docce al coperto. Con, inoltre, spazi di socializzazione, mensa, lavanderia e la televisione. Uno spazio quindi che tenda a migliorare la condizione di vita delle persone in attesa dei moduli».

«Situazione sconcertante» Per il consigliere regionale del Movimento 4 Stelle, Andrea liberati, si tratta di «una situazione sconcertante. La Protezione Civile regionale non ce la fa più, occorre chiedere aiuto a quella nazionale in un modo diverso, occorrono interventi incisivi sul territorio per il controllo delle frazioni e, infine, c’è il grande problema del dove vivere. Non ci possono occorrere 7 mesi per le ‘casette’ di legno. Sappiamo che basterebbero pochi giorni per realizzarle, ma ci viene raccontato altro. La decisione dei container è assurda, occorre che la politica faccia la politica, quindi si muova in maniera decisa per restituire la dignità ai cittadini di Norcia, Cascia, Preci e comunità contigue».

I fondi Misure economiche importanti e per un totale di un miliardo e 100 milioni nel giro di sei anni, sarebbero quelle contenute nell’ultima stesura del decreto-terremoto, che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato sabato mattina: 412,54 milioni di euro per il 2016; 346,11 milioni per il 2017; 280,7 milioni di euro per il 2018; 62,4 milioni per il 2019; 41,9 milioni per il 2020; 2 milioni per il 2021 e 0,14 milioni per il 2022. La stima per l’anno in corso è aumentata a 418,54 milioni.

LE VOCI DEI CITTADINI – IL VIDEO

Mattarella a San Feliciano

Mattarella a San Feliciano

Il Presidente Un invito a «tendere una mano ai nostri concittadini che vivono nell’angoscia» era stato rivolto da Mattarella, venerdì durante la visita Mantova: «Il terribile terremoto dell’Italia centrale ha portato morte, sofferenze, distruzioni. Alle ferite profonde e ai costi umani si sono aggiunti ingenti danni a numerose opere d’arte, e cattedrali e monumenti di enorme valore storico finiti in macerie, insieme al tessuto urbano circostante. Ora dobbiamo tutti tendere una mano ai nostri concittadini che vivono nell’angoscia. Devono sentire accanto a loro il calore e la forza di una comunità».

LE PAROLE DI NICOLA ALEMANNO E ANDREA LIBERATI – IL VIDEO

norcia-terremoto-protesta-3Procedure snelle Per «avviare tempestivamente gli interventi di tutela e ricostruzione del patrimonio storico e artistico danneggiato, si applicano, per i lavori, i servizi e le forniture di somma urgenza relativi ai beni culturali le disposizioni contenute nel nuovo Codice appalti». E per gli affidamenti di importo sotto i 40mila euro si potrà procedere «mediante affidamento diretto a professionisti idonei, senza ulteriori formalità».

Referendum «In occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, «gli elettori che sono temporaneamente alloggiati in comuni diversi da quelli di residenza, possono essere ammessi a votare nel comune di dimora».

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