Un weekend che, fra qualifiche e gare, ha ricordato a tutti il potenziale di Luca Agostinelli – il giovane centauro ternano che corre nella prestigiosa Red Bull Rookies Cup – con lo scenario di una pista-tempio qual è il Mugello. E il bilancio, che poteva essere migliore sul piano dei punti con un po’ di fortuna in più, è comunque positivo e rilancia le ambizioni di Agostinelli in via del prosieguo della stagione.
Si parte dalle qualifiche: ottavo tempo a pochi decimi dalla prima fila, con quinto posto finale in ragione di alcune penalità ad altri piloti. Sabato in Gara 1, Agostinelli parte subito bene inserendosi nelle posizioni di vertice tra sorpassi spettacolari e staccate profonde alla San Donato. Quando decide che è arrivato il momento di attaccare la leadership, regala al pubblico una manovra da applausi: sempre alla San Donato, con una frenata al limite, supera ben quattro piloti in un colpo solo e si porta al comando. Da lì in avanti gestisce la gara con autorevolezza, mantenendo la prima posizione fino a quando, nella curva in discesa dopo le Arrabbiate, un leggero cedimento dell’anteriore spezza il sogno. Luca prova disperatamente a salvare la moto, lotta con ogni forza per rimetterla in traiettoria, ma la caduta è inevitabile. In un solo istante vede sfilare davanti a sé tutti i rivali e svanire una vittoria che sembrava ormai alla portata.
La delusione non scalfisce però il suo carattere. Domenica mattina, in Gara 2, riparte dall’ottava posizione e ancora una volta dimostra di avere il passo dei migliori. Lotta costantemente per il vertice e, a quattro giri dal termine, è pienamente in corsa per il successo.
Si presenta alla Bucine in prima posizione, percorre il lungo rettilineo del Mugello ancora da leader, ma alla staccata finale accade l’imprevedibile. Questa volta il gruppo non è in fila dietro di lui: tutti gli avversari arrivano affiancati a ventaglio. Nella vera e propria roulette russa delle scie e delle frenate, Luca si ritrova improvvisamente quattordicesimo. Non si arrende nemmeno allora. Prova a rimontare negli ultimi due giri, ma nel gruppo ogni pilota ostacola l’altro e trovare un varco diventa impossibile. Taglia il traguardo in dodicesima posizione, ma all’interno di un gruppo racchiuso in meno di un secondo dal vincitore, al termine di una battaglia senza esclusione di colpi.
Al di là del risultato finale, restano molti aspetti positivi. Primo fra tutti, la consapevolezza di essere stato per due volte al comando di una gara di portata mondiale sul circuito più iconico d’Italia, dimostrando di avere velocità, talento e coraggio per lottare con i migliori. E forse c’è un’immagine che vale più di qualsiasi classifica. All’ultima curva dell’ultimo giro, la moto numero 31, ormai fuori controllo e proveniente dall’interno del verde, sfiora Luca per appena dieci centimetri. In quel momento Agostinelli aveva anche perso l’appoggio della pedana destra a causa di una perdita di aderenza dell’anteriore. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Tutta la fortuna mancata durante il weekend sembra essersi concentrata proprio in quell’istante, accompagnandolo fino alla bandiera a scacchi, sano e salvo.






