Sarà il bosco sacro di Monteluco di Spoleto a fare da scenario alla prima assoluta di ‘Compassione’, un melologo che unisce teatro, musica e danza in un percorso artistico dedicato a uno dei sentimenti più profondi e necessari del nostro tempo.
L’appuntamento è per domenica 28 giugno alle 17, quando nell’area del bosco andrà in scena l’opera scritta da Francesco Pullia, con le musiche originali del compositore Giovanni Scapecchi. Sul palco l’interpretazione dell’attore si intreccerà con il movimento della danzatrice e il suono del flauto, dando vita a una rappresentazione in cui parola, gesto e musica dialogano tra loro. L’azione e l’ideazione scenica e teatrale sono affidate a Stefano de Majo, mentre l’esecuzione flautistica sarà curata da Monica Limongelli e le coreografie da Marika Brachettoni.
Lo spettacolo nasce dal richiamo alle parole del Dalai Lama, premio Nobel per la pace nel 1989, che ha indicato il 2026 come anno della compassione, e si lega anche alla figura di Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua scomparsa, attraverso un messaggio di apertura, rispetto e attenzione verso ogni forma di vita. ‘Compassione’ si propone, spiegano gli ideatori, «come una sorta di pellegrinazione interiore dentro le difficoltà del presente, un invito a non cedere alla rassegnazione davanti alle ferite del mondo ma a riconoscere nella responsabilità individuale una possibile strada per costruire relazioni diverse».
Tra le suggestioni del bosco di Monteluco, luogo da secoli legato alla spiritualità e alla riflessione, lo spettacolo vuole così trasformarsi «in un momento di ascolto e partecipazione: un richiamo alla possibilità di essere ‘portatori di luce’ e promotori di speranza attraverso un sentimento capace di superare confini e differenze». L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Pro loco di Monteluco di Spoleto.







