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Home » Ast, arrivano altre 11 settimane di ‘cassa’

Ast, arrivano altre 11 settimane di ‘cassa’

di Fabio Toni
22 Febbraio 2020
in Apertura 5, Ast, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Un’altra fermata dell’area a caldo di Ast e altre bramme ‘esterne’ – 15 mila tonnellate stimate fra febbraio e marzo. Sono alcuni dei principali elementi emersi dal faccia a faccia di venerdì mattina fra le rsu acciaierie di Terni e la direzione aziendale, incentrato sull’andamento produttivo generale, che dunque continua a procedere a due diverse velocità tra area a caldo e area a freddo. Nel pomeriggio, poi, la comunicazione ufficiale alle stesse rsu e alle segreterie provinciali dei metalmeccanici dell’apertura di una nuova procedura di cassa integrazione, per 11 settimane, a partire dal 18 marzo, giorno di inizio della fermata. Si tratta della terza procedura da settembre ad oggi.

UMBRIAON – TUTTO SU AST

Qualcosa di muove ma c’è la fermata

«Pur confermando le diverse difficoltà di mercato, particolarmente rispetto alle produzioni di black e di nac – scrivono le rsu di Ast nella nota diffusa dopo il faccia a faccia mattutino -, in questo trimestre si prevede il superamento seppur di poche migliaia di tonnellate rispetto al budget per le lavorazioni di laf. Ciò ovviamente comporta un’insaturazione in Acc che si concretizza con una fermata prevista della C87 che va dalle ore 22 del 18 marzo alle ore 6 del 1° aprile e una piena saturazione di tutte le altre aree dell’azienda». Nei mesi di febbraio e marzo si prevede invece di processare complessivamente 15 mila tonnellate di bramme esterne».

«Confermate le preoccupazioni»

Le rsu di Ast hanno ribadito «un quadro di difficoltà relativo all’attuale organizzazione del lavoro, ottenendo dopo ampia discussione l’impegno aziendale per i primi giorni di marzo a procedere a nuove assunzioni. Il quadro generale che anche in questa occasione è stato rappresentato – concludono le rappresentanze dei lavoratori -, conferma tutte le nostre preoccupazioni per le prospettive future del sito e da ulteriore legittimità al percorso già avviato che dovrà consentirci, nei tempi più brevi possibili, di ottenere un nuovo tavolo di confronto presso il Mise».

Nuova ‘cassa’, Bruni (Fismic): «Basta silenzio, ora un tavolo nazionale»

Dopo la comunicazione arrivata nel pomeriggio, si riapre dunque l’iter per l’avvio della nuova procedura di cassa integrazione, attualmente in scadenza il 27 febbraio. I sindacati hanno cinque giorni di tempo per chiedere un esame congiunto, quasi certo che lo faranno per avere una valutazione più approfondita della situazione. Di fronte alle ultime novità non trattiene la preoccupazione Marco Bruni, coordinatore rsu della Fismic. «Ast – dice – deve essere immediatamente al centro di un tavolo di crisi che coinvolga Comune, Regione, ministero, Governo e che cammini in maniera parallela con quello dell’Ilva. Ast è infatti altrettanto strategica per qualità e importanza sul territorio e a livello nazionale. I tavoli devono camminare all’unisono, perché se Ilva farà ombra e tutte le risorse verranno dedicate ad essa, Ast morirà. C’è troppo silenzio su questa situazione». Bruni è convinto che «se si andrà avanti di questo passo, nonostante le rassicurazioni dell’azienda che dice che la situazione è sotto controllo e il sito sta ripartendo, i numeri dell’attuale anno fiscale saranno anche peggiori di quello precedente».

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