di Maria Luce Schillaci
«Siamo davanti al fallimento amministrativo e politico della giunta Bandecchi, la città è in grave crisi. Noi come progressisti siamo pronti a prendere in mano la situazione e a portare Terni verso una nuova frontiera. Bandecchi prenda atto del suo fallimento e si dimetta. Con questa nuova giunta, solo interessi privati».
Le forze politiche del ‘Patto Avanti’ ternano, ovvero Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra ed Europa Verde, hanno convocato una conferenza stampa congiunta per fare chiarezza sul ‘quasi azzeramento’ della giunta comunale deciso dal sindaco Stefano Bandecchi e sulla nomina dei nuovi assessori. Una valutazione politica sulle modalità con cui è stato condotto il rimpasto e sui profili di opportunità e trasparenza legati alle nuove nomine. A parlare Leopoldo Di Girolamo per il Pd, Emiliano listanti per AVS, Daniele Pica per il M5S e Gianfranco Mascia di Europa Verde.

Fra le decisioni contestate, la nomina di alcuni assessori dello ‘staff bandecchiano’ ma anche la collocazione di altri – ex – in caselle pubbliche «come fosse il gioco delle tre carte», ha rimarcato Di Girolamo. «Questo rimpasto – ha aggiunto ils egretario del Pd di Terni – è stato fatto per un regolamento dei conti interno alla maggioranza e sulla pelle della città impotente. L’attestazione palese di un fallimento di Bandecchi che non ha saputo approfittare di condizioni favorevoli, con una leadership assoluta nel suo schieramento e con un centrodestra totalmente in silenzio».
Poi la lista delle «promesse mai realizzate. Ricordiamo solo la Terni con 300 mila abitanti, l’allargamento della Provincia a Spoleto, i 101 brand nazionali da collocare a Terni, la fermata del Frecciarossa, il campo da golf, la centrale Edison e la scomprsa di 72 mila buche. Oggi – ha precisato Di Girolamo – Terni è una città totalmente isolata, senza più relazioni con l’esterno».
A fargli eco Daniele Pica, M5S: «Quello che è successo è stata la certificazione di una amministrazione fallita. La nuova giunta – ha evidenziato – non ha rappresentabilità e assomiglia a un consiglio di amministrazione di Unicusano, con Tagliavento e Anibaldi in prima linea. Un’amministrazione dove pubblico e privato non hanno più confini». Quindi la proposta di Pica: «Noi non siamo qua solo per criticare ma per dire che stiamo lavorando per costruire una alternativa progressista per liberare la città».
Quindi la volta di Listanti, AVS: «La nomina di Anibaldi istituzionalizza l’incompatibilità amministrativa di questa giunta trasformandola in un cda delle aziende private del sindaco, in concomitanza con il suo rinvio a giudizio per evasione fiscale. Lui – rincara – sta cercando di blindare il Comune di Terni, le due figure in giunta incarnano il concetto di incompatibilità: Tagliavento ad della Ternana Women proprietaria del terreno per la clinica privata del progetto stadio-clinica e quindi la figura di Anibaldi, project manager del progetto stadio-clinica. Un risiko delle poltrone – ha aggiunto Listanti – con il silenzio della destra di cui, è evidente, il sindaco ha l’appoggio».
Mascia di Europa Verde insiste sui conflitti di interesse: «Mi si ‘accappona’ la pelle ma – sottolinea – noi oggi abbiamo iniziato a confrontarci con parti importanti della società, continuiamo con la nostra lotta democratica. Come Europa Verde abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Ministro degli Interni per analizzare l’esistenza di presupposti per l’avvio di un’indagine della prefettura di Terni sulla posizione del sindaco per una eventuale sua sospensione. Noi – conclude secco – dobbiamo boicottare tutto ciò che ha a che vedere con Bandecchi e lo faremo anche al momento del voto».






