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Home » «Umbria in piena deflazione», allarme della Cgil

«Umbria in piena deflazione», allarme della Cgil

di Marco Torricelli
21 Febbraio 2015
in Economia, Opinioni, Statistiche
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di Mario Bravi

Segretario generale della Cgil dell’Umbria

Ci hanno accusato più volte, a partire da Confindustria Umbria, di eccesso di pessimismo rispetto alla situazione economica e sociale della nostra regione.

Ma i dati Istat sull’andamento dei prezzi al consumo confermano purtroppo la validità delle valutazioni della Cgil anche nella nostra regione. Siamo, infatti, in piena deflazione, conseguenza diretta del crollo del reddito e dei consumi. E in Umbria il dato è ancora più evidente: a gennaio 2015, a fronte di un inflazione negativa pari al -0,6% a livello nazionale, in Umbria siamo a -1%, un dato quasi doppio rispetto alla media.

Altro che uscita dalla crisi, dunque, ci troviamo di fronte invece ad una vera e propria situazione di recessione, che è confermata anche dall’osservatorio nazionale della Cgil sull’andamento della Cig. Preoccupa in particolare il calo drastico del ricorso agli ammortizzatori sociali nell’anno 2014 che per la nostra Regione è pari a – 25%.

Un dato da imputare in primo luogo al venir meno del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e, in secondo luogo, al fatto che molte aziende ricorrono ai licenziamenti e alla mobilità.

Non è un caso che sempre in Umbria le aziende in concordato preventivo passano da 4 a 9 e quelle che ricorrono ai contratti di solidarietà da 11 a 14.

Per tutti questi motivi siamo convinti che la crisi non si contrasti con la propaganda e nemmeno con il Jobs act che non riduce affatto la precarietà, ma afferma il principio, caro al sistema delle imprese, della totale libertà di licenziamento. Non è un caso che Confindustria veda, come ha sottolineato Squinzi, concretizzati con il Jobs act tutti i suoi desiderata.

Dalla crisi si esce invece rilanciando le politiche pubbliche e approfondendo un confronto con tutte le forze sociali e istituzionali che rilanci e costruisca le condizioni di un vero Piano del lavoro della nostra regione.

In questa direzione, come abbiamo sottolineato durante il confronto sul Dap svoltosi nel tavolo regionale per l’alleanza, occorre finalizzare le risorse dei fondi europei e dare continuità al riconoscimento dell’area di crisi complessa del ternano, oltre a costruire le condizioni per il rilancio e la concretizzazione dell’accordo di programma della fascia appenninica attorno alle vicende della ex Antonio Merloni.

Su questo siamo convinti come Cgil che si possa e si debba aprire un terreno di confronto costruttivo nella nostra regione.

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