«Da qualche mese, senza alcun avviso pubblico, le delegazioni sono scomparse e tutti i servizi sono stati accentrati nella città di Terni, in apparenza un’iniziativa che andrebbe nell’ottica del risparmio e della razionalizzazione delle risorse». L’allarme arriva dall’associazione culturale L’Astrolabio di Collescipoli che lamenta una «politica che a parole taglia i costi, ma in realtà elimina solo servizi».
La storia Secondo l’associazione «un punto di riferimento delle ex municipalità erano le antiche delegazioni, dove gli utenti del territorio trovavano i servizi anagrafici e di stato civile a portata di mano, senza dover andare nel centro della città. A Collescipoli quando una persona doveva andare a rinnovare la carta d’identità andava ‘in Comune’, espressione rimasta come quando il borgo era municipio. Nel 1927 alcuni comuni vennero accorpati con Terni per costituire la provincia, da quella data una parte della loro storia è stata sottratta, accentrando di fatto servizi ed investimenti nella più grande città, così a poco a poco tutte le ex municipalità sono state meno borghi antichi e più periferie».
La razionalizzazione Da qualche mese, «senza alcun avviso pubblico le delegazioni sono scomparse e tutti i servizi sono stati accentrati nella città di Terni, in apparenza un’iniziativa che andrebbe nell’ottica del risparmio e della razionalizzazione delle risorse. Attuando questa iniziativa l’amministrazione comunale ha comunque lasciato dei punti ‘decentrati’ nelle sedi delle ex circoscrizioni (Cesure, borgo Rivo e borgo Bovio) tutte nella città, eliminando viceversa i servizi nelle delegazioni, luoghi più lontani. Ricordiamo che Collescipoli ha un palazzo comunale interamente ristrutturato con criteri antisismici, dotato di ascensore, realizzato per abbattere le barriere elettroniche e tutti i confort di un palazzo antico ben ristrutturato. Nonostante questo si è preferito lasciare l’anagrafe in via degli Oleandri a Terni, sede vicina agli uffici comunali e dove l’amministrazione comunale paga un affitto all’Ater».
L’università Dall’associazione aggiungono che «ci sembra di rivedere la brutta storia dell’aula magna prefabbricata dell’università. Ricordiamo l’estrema sollecitudine del Comune per chiudere il corso di economia, con la motivazione che bisognava tagliare i costi, salvo poi pagare l’affitto per anni ad un privato per la locazione di un’area dove insisteva un prefabbricato del Comune. È triste pensare che solo dopo il nostro intervento sulla stampa si è pensato a risolvere il contratto e a bloccare un incredibile spreco. Ora dopo la chiusura della delegazione rimane il palazzo comunale sotto-utilizzato, in parte occupato dalla sezione locale dei vigili urbani e della locale Pro loco, mentre si avvertono i primi cenni di abbandono. I calatoi sono pieni di guano dei piccioni, fatto che sta causando il degrado della facciata e degli antichi stemmi, il portone che rischiava di marcire è stato salvato dalle manutenzioni dei volontari di Collescipoli».
Appello al sindaco L’associazione conclude dicendo che «di fronte a questa politica che a parole taglia i costi, ma in realtà elimina solo servizi, chiediamo un atto di coraggio da parte del sindaco di Terni, rivedere questa decisione riaprendo la nostra delegazione, chiudendo le sedi dove si pagano affitti, magari con quei risparmi fare qualche manutenzione».






