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Home » Covid, verso un Natale ‘blindato’ fra misure e coprifuoco

Covid, verso un Natale ‘blindato’ fra misure e coprifuoco

di Fabio Toni
1 Dicembre 2020
in Apertura 5, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Un locale nel centro di Terni

Un locale nel centro di Terni

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Un Natale di divieti. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’Italia sta faticosamente tentando di uscire – con dati via via più confortanti – dalla seconda ondata di Covid che tanti problemi ha creato a 360 gradi, dall’economia al mondo della sanità, dalle famiglie alla scuola, e poi i decessi: il numero è ancora tristemente imponente e sarà l’ultimo a scendere, dopo quelli relativi agli attuali positivi ed ai ricoveri.

SPECIALE COVID – UMBRIAON

Natale con coprifuoco

Il prossimo 4 dicembre entrerà in vigore il nuovo Dpcm che – ancora in fase di definizione – conterrà le misure valide per tutte le festività natalizie. Fra queste sembra confermato senza deroghe il coprifuoco, dalle ore 22 alle 6, proprio per evitare che, specie nelle sere di festa, possano crearsi assembramenti. In relazione alle funzioni religiose del periodo, come la messa di Natale, ciò comporterà cambiamenti e accorgimenti – condivisi dalla CEI – come l’aumento del numero delle messe e la possibilità che venga anticipata quella della ‘notte di Natale’ ad un orario tale da far rispettare a tutti la misura.

Ristoranti, bar, negozi

Vietate ovviamente feste in locali pubblici e privati, sul piano della ristorazione e dei locali si va verso una conferma delle chiusure alle ore 18 per quelli che si trovano in ‘zona gialla’, mentre la chiusura potrebbe essere totale – salvo asporto e consegne a domicilio – per i giorni del 25 e 26 dicembre. La deroga potrebbe invece riguardare i negozi che, per evitare affollamenti per le compere natalizie, specie quelle in extremis, potrebbero restare aperti fino alle ore 21.

Gli spostamenti

In termini di spostamenti, dovrebbero essere consentiti solo quelli di chi – come gli studenti fuori sede – vuole tornare a casa. Per il resto, difficilmente ci si potrà muovere fra regioni (lo stop potrebbe giungere per tutti dal 18/19 dicembre) e chi ha una seconda casa – ma in zona gialla – potrà accedervi solo se ubicata sul proprio territorio regionale. In famiglia, pur restando caldamente suggerito il limite massimo di 6 persone quando si accolgono altri in casa – non un obbligo, anche in relazione all’impossibilità di effettuare controlli -, potrebbe essere concessa una piccola deroga alla mobilità, ma con autocertificazioni, per evitare che persone anziane o malate trascorrano il Natale da sole.

Istruzione

Sul fronte-scuole, come accade da mesi, la questione sembra più dibattuta. L’ala ‘dura’ del Governo in fatto di misure, sarebbe orientata a concedere un ritorno alla didattica in presenza, per le scuole superiori, solo dal 7 gennaio. Altri – M5s, IV – premono perché ciò possa avvenire prima, gradualmente da metà dicembre, con la conferma di quanto già in essere per le scuole medie (aperte nelle regioni ‘gialle’ e ‘arancioni’, solo seconda e terza media per le regioni ‘rosse’). Anche se qui – e l’Umbria ne è un esempio – resta la discrezionalità delle regioni: l’Umbria è ‘arancione’ – probabilmente ancora per pochissimo – e, dopo le restrizioni decise dall’esecutivo Tesei, lunedì 30 novembre consentirà l’accesso in classe alle prime medie.

E per chi scia…

Infine sul tema degli impianti sciistici e della neve, l’orientamento è quello di imporre quarantene a chi si sposta all’estero – ad esempio in Svizzera – per andare a sciare. Ciò attraverso l’incremento dei Paesi collegati a tale misura ‘di rientro’. Evitando in tal modo di chiudere le frontiere.

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