Dramma nel carcere di Capanne a Perugia, dove un detenuto 54enne originario della Tunisia – Sami Bettibi – è morto mercoledì mattina dopo avere dato fuoco alla propria cella. Vano l’intervento degli agenti della polizia Penitenziaria che hanno spento le fiamme con un idrante. L’uomo, che doveva scontare ancora un anno di reclusione, è deceduto in ospedale probabilmente a causa dei fumi inalati. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A dare la notizia della tragedia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), attraverso il segretario dell’Umbria, Fabrizio Bonino. «L’uomo – spiega – era stato spostato dal reparto penale a quello circondariale ed è lì che ha inscenato la folle e drammatica protesta che gli è costata la vita». Da quanto appreso, poco prima del tragico fatto Sami Bettibi era stato in infermeria per una visita medica e poi era rientrato nella sua cella.
Bonino segnala inoltre che il drammatico evento è accaduto nella terza sezione del carcere, da tempo al centro delle critiche sindacali per la sua fatiscenza, tanto che nel corso di una recente visita ispettiva del Sappe i vertici nazionali e regionali del sindacato avevano chiesto al Dap di «valutare attentamente la possibilità di un cambio ai vertici dell’istituto».
Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, aveva espresso «profonda delusione per le condizioni in cui sono costretti ad operare» gli agenti. Proprio per trovare una soluzione strutturale a questi problemi, nella giornata di martedì si era tenuto un incontro con il direttore generale beni e servizi dell’amministrazione penitenziaria, Antonio Bianco, durante il quale sono state illustrate dettagliatamente le gravi criticità strutturali del reparto circondariale del carcere. «Criticità – conclude il Sappe – che debbono trovare urgente soluzione dopo la tragedia di mercoledì mattina».
A seguito dell’accaduto, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme alla giunta, esprime «grande dolore. Tale evento drammatico – afferma – è avvenuto in seguito a momenti di tensione che di frequente si verificano negli istituti penitenziari della regione, gravati da persistenti problemi come il super affollamento e la mancanza di personale nelle quattro case circondariali. In accordo con la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, la presidente Proietti sta valutando «l’istituzione di un tavolo sull’emergenza penitenziaria a Capanne e in tutte le carceri umbre».