«L’ospedale di Terni deve essere totalmente nuovo e all’avanguardia, rispondente ai criteri che l’Oms indica nei propri documenti. Il più moderno del centro Italia e, ovviamente, dell’Umbria. La nostra proposta è che l’azienda ospedaliera di Terni ‘inglobi’ il nuovo ospedale di Narni-Amelia, come fosse un’azienda con due ‘stabilimenti’. Riservando al primo l’alta specialità e la chirurgia di precisione. E al secondo la chirurgia d’elezione, la medicina, lungodegenza, alcune specialità e la riabilitazione. I numeri? Nessuno concederebbe al nuovo ospedale di Terni, per il quale entro fine luglio la Regione presenterà il documento di fattibilità, un mutuo a fronte di una stima di posti letto sproporzionata rispetto alla popolazione di riferimento, circa 180 mila cittadini. Per questo 450 posti letto, uniti ai 140 previsti per Narni, sono una stima più che plausibile e ben diversa dai ‘numeri a caso’ di chi parla di un nuovo ‘Santa Maria’ con 600 posti letto. Lì, sommando Narni-Amelia, saremmo a una popolazione di riferimento di circa 280 mila unità. Fuori da ogni parametro».

Parole del segretario comunale del Pd di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che mercoledì mattina insieme al segretario provinciale Dem, Carlo Emanuele Trappolino, ha fatto il punto sul tema ‘caldo’ della sanità, partendo dal voto unanime dell’assemblea provinciale del partito, lo scorso 22 maggio, al documento elaborato sull’idea di sanità che i Dem ternani hanno per il futuro. E si è parlato anche di Usl unica, visto che giovedì sera a Terni scenderà in piazza il centrodestra per dire ‘no’ all’ipotesi e ‘risvegliare’ l’orgoglio ternano. «Il tema – ha detto Trappolino – non è all’ordine del giorno, è frutto di chiacchiere e viene usato strumentalmente da chi vuole allontanare il confronto dagli aspetti reali dove il Pd è in prima linea. Questa destra che scende in piazza ha governato l’Umbria per cinque anni e ora ritrova un protagonismo basato sulla menzogna».
A parte la contrarietà a una Usl unica, con sede lontana da Terni, il Pd – attraverso Di Girolamo – lancia la sua proposta anche in fatto di azienda sanitaria: «In Sardegna la parte amministrativa, deputata a funzioni che vanno dai concorsi agli accreditamenti, dalle gare acquisti alla formazione, è stata attribuita a un’agenzia regionale e quindi separata dalla gestione socio sanitaria in campo alle Usl e ai distretti che svolgono i servizi dedicati». Quello della Usl unica in Umbria è quindi, per l’ex sindaco di Terni, un «meta-dibattito che distoglie i cittadini dalla sostanza. Peraltro la questione non esiste: per rivedere l’assetto istituzionale del sistema sanitario si deve modificare la legge regionale 11 (Testo unico della sanità, ndR) mentre il Piano sociosanitario regionale è un atto di programmazione sui tipi di servizi che la Regione mette a disposizione». Per Di Girolamo quindi la fiaccolata, «espressione di solito riservata per esprimere vicinanza a qualcuno o ricordare qualcosa di significativo, non ha senso visto che il tema non esiste».
Al Pd umbro ‘l’invito’ a svolgere a Terni l’assemblea regionale di fine giugno incentrata sulla sanità e un messaggio al segretario regionale Damiano Bernardini che aveva parlato di ‘ricreazione finita’ per la giunta regionale: «Da noi la ‘ricreazione’ non è mai terminata, lavoriamo sodo e lo dimostra che siamo già al 54% dei tesserati da aprile ad oggi. Sosteniamo con forza l’azione della Regione e della sua presidente, che è anche assessore alla sanità e che ha portato al miglioramento di numerosi parametri, fra bilanci, numero di interventi e visite specialistiche, liste d’attesa. Dopo che il centrodestra ci ha fatto scivolare oltre il decimo posto delle Regioni benchmark e il rapporto Oasi UniBocconi ci pone appena sopra le realtà del Mezzogiorno».






