«La decisione del sindaco Bandecchi la rispetto ed è legittima. Ma non la condivido». Non va oltre questo livello di disappunto, l’ex assessore comunale Marco Iapadre – già titolare di deleghe di peso come l’urbanistca, le manutenzioni, edilizia privata, trasporti, viabilità – nel commentare l’estromissione dalla giunta comunale a seguito del rimpasto deciso dal primo cittadino nei giorni scorsi. Accanto a ciò, la disponibilità, se dovessero verificarsi le condizioni ‘giuste’ – «ed è un fatto esclusivamente di metodo» – di impegnarsi nuovamente in un’esperienza politica e quindi amministrativa nella città di Terni.

Martedì mattina Iapadre ha incontrato la stampa. Per spiegare il lavoro condotto in quasi tre anni di incarico nell’esecutivo di palazzo Spada, ringraziare e puntualizzare. Evitando polemiche. «Dopo tre anni in cui ho messo da parte l’impegno professionale (è ingegnere, ndR) per dedicarmi quasi esclusivamente alla città, è tempo di tornare al mio lavoro. Ma la scelta di servire Terni la rifarei e la fiducia che in questi mesi ho visto tornare nei cittadini, finalmente ascoltati, conta più di ogni altra cosa».
Iapadre e la politica, si va avanti? «Oggi parlo a titolo personale e non mi sto ‘posizionando’. Poi ci sarà, in futuro, il momento delle scelte. Se tornerà lo stesso metodo di lavoro che è stato applicato in questi mesi, non escludo di impegnarmi di nuovo per Terni». Poi sul rimpasto deciso da Bandecchi: «Ho parlato con il sindaco collegialmente, il giorno che ci ha comunicato che avrebbe azzerato gli assessori, decisione di cui non avevo alcun sentore. Poi non l’ho più sentito. Se ci fossero delle ‘correnti’ in giunta? Io mi sono sempre e solo occupato del lavoro da fare per la città e non di equilibri interni, tema che non mi interessava ieri e non mi interessa oggi». Con il nuovo titolare delle sue deleghe, Sergio Anibaldi, «solo un breve scambio, nessun ‘passaggio di consegne’». In generale: «C’è dispiacere sì, per aver perso l’onore di servire Terni».
Se c’è qualcosa che invece rifarebbe in modo diverso. «No, rifarei tutto e userei sempre lo stesso metodo. I lavori in piazza Ridolfi? Sul piano politico era stata data l’indicazione di studiare una migliore funzionalizzazione degli spazi. In questo contesto gli uffici tecnici hanno rilevato numerose criticità nel fondo stradale e le procedure tecniche, non politiche, hanno attivato il percorso ritenuto più breve con la sistemazione del fondo stesso».
E poi, il bilancio di quanto fatto: «I cittadini avevano perso la speranza di essere ascoltati e in questi trentadue mesi c’è stata un’attenzione reale, ascolto e azioni sono andati di pari passo». Fra gli esempi, «il sottopasso di Cospea che oggi si realizza dopo 16 anni di attesa, largo Cairoli finalmente sbloccato, un bando serio sul verde pubblico, manutenzioni visibili a tutti». E poi: «La revisione della Ztl con 10 mila permessi in meno, mai fatta da nessuno in 20 anni. Tanti interventi privati con imprenditori che credono in Terni e che abbiamo supportato per superare le criticità. Lottizzazioni sbloccate dopo decenni, interventi come quello di Santa Maria Maddalena che finalmente vedono la luce». L’elenco, che tocca anche Agenda Urbana e i 13 milioni di euro per Terni, è lungo: «Ora questo lavoro va portato a compimento. Ringrazio dirigenti, funzionari e dipendenti del Comune che hanno operato seriamente e con totale dedizione. Terni non è una città di serie B, non deve accettare di essere trattata come tale. Terni può crescere ma servono stabilità, continuità e visione».
MARCO IAPADRE – INTERVISTA VIDEO
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