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Home » Lorenzo Barone spiega perché si è fermato: «Rischi enormi se avessi proseguito»

Lorenzo Barone spiega perché si è fermato: «Rischi enormi se avessi proseguito»

di Fabio Toni
5 Ottobre 2022
in Apertura 5, Attualità
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Lorenzo Barone

Lorenzo Barone

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Un quadro internazionale reso instabile dal conflitto fra Russia e Ucraina, ben diverso da quello di partenza. L’avventura di Lorenzo Barone in giro per il mondo, come noto, si è conclusa da qualche giorno e il 24enne di San Gemini si appresta a rientrare a casa. In un post su Facebook ha spiegato in maniera più dettagliata le ragioni di tale scelta, confermando che – tuttavia – il sogno di compiere una vera e proprie impresa, non si è spento del tutto.

Terni: Lorenzo Barone dice basta e si ferma alle porte della Russia. «Tutto è peggiorato»

Un’avventura complicata. Adesso ancora di più

«Nei mesi passati – spiega Lorenzo che ha anche incassato l’abbraccio ‘virtuale’ di Jovanotti, suo fan – ho attraversato l’Etiopia dove c’è la guerra civile, sono scappato dalla polizia egiziana, ho attraversato diverse ‘zone rosse’ in Africa come il nord del Kenya e il confine con il Congo in Tanzania, ho rischiato di prendermi la malaria in Uganda dove c’è il più alto numero di casi al mondo e sono già entrato due volte in Russia questa estate. Ma allora, perché mi sono dovuto fermare proprio ora? Prendendo per scontato che sappiate tutti cosa sta accadendo questi giorni in Russia, vi spiego quali sono i rischi e i problemi del pedalare migliaia di chilometri nell’estremo Est della Russia».

Lorenzo Barone

«Rischi troppo grandi in Russia»

«Il viaggio – prosegue – prevede l’attraversamento della Chukotka, una regione ‘chiusa’ anche per i cittadini russi a causa della presenza di basi militari. Per entrarci ho bisogno di un permesso speciale che forse riuscirei ad ottenere in condizioni normali. Attualmente non sembra possibile ottenerlo, quindi avrei dovuto comunque sospendere il progetto. In Russia è un periodo ‘caldo’ con proteste, arresti, decine di migliaia di persone che lasciano il paese e centinaia di migliaia di civili arruolati nell’esercito. Essendo un occidentale, potrei essere facilmente preso di mira dalle autorità nei villaggi o da eventuali abitanti che non ‘gradiscono’ la mia presenza. Se venissi accusato di qualunque attività illegale, rischierei di avere conseguenze serie, anche non avendo fatto nulla. @charlie per esempio è stato recentemente arrestato a Yakutsk per un mese e poi bannato dal Paese per 5 anni mentre sciava trainando una slitta sull’Artico in Yakutia. Non è una delle esperienze che sogno di vivere».

L’amaro in bocca e la promessa

«Data l’affluenza di massa dei russi che lasciano il Paese e della situazione che sta peggiorando rapidamente – osserva Lorenzo Barone -, potrebbero chiudere le frontiere in ogni momento. Mi troverei quindi bloccato in Russia per un tempo indeterminato come durante la pandemia. Quasi tutte le ambasciate dei vari paesi stanno fortemente consigliando ai propri cittadini di abbandonare immediatamente la Russia. Nel mio caso l’ambasciata italiana mi ha detto che se mi dovesse succedere qualcosa, non può fare praticamente nulla per aiutarmi. Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali ho deciso di rimandare a tempi migliori l’ultima parte del viaggio. Andare in aereo o in macchina a visitare le città non sarebbe stato un problema ma pedalare per mesi da solo in zone remote, è completamente diverso. Non nascondo che mi è rimasto ‘l’amaro in bocca’ nel sospendere il progetto dopo 20.733 km e 221 giorni di viaggio. Mi sono promesso però che tornerò a completare il progetto, anche questo inverno se la situazione dovesse migliorare. In caso contrario, sto già studiando e preparando un’avventura alternativa».

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