di Giovanni Cardarello
La data del 12 novembre 2025 è a suo modo storica per l’Umbria, perché segna una svolta per il suo futuro economico. Nella tarda mattinata di mercoledì, infatti, è stata approvata in via definitiva l’estensione della Zona Economica Speciale, in acronimo ZES Unica, anche al territorio umbro. L’Umbria viene affiancata alle Marche in un piano di rilancio per il centro Italia. Questa misura economica e amministrativa, in precedenza destinata alle sole regioni del Mezzogiorno d’Italia, promette di sbloccare un notevole potenziale di crescita attraverso potenti leve fiscali e amministrative.
Ma cos’è la ZES Unica e cosa prevede per l’Umbria? Si tratta di uno strumento di politica economica nazionale che mira ad incentivare tanto gli investimenti quanto le azioni di sviluppo in determinate aree geografiche del Paese. L’estensione della misura all’Umbria non solo riconosce in pieno il valore strategico del suo tessuto produttivo, ma ne certifica anche le sue esigenze. In particolare, nelle aree definite ‘in transizione’ e quelle colpite dagli eventi sismici. Ma non solo.
L’inclusione dell’Umbria nella ZES garantisce al territorio regionale l’accesso a due pilastri fondamentali per l’attrazione di capitali. Il primo sono le agevolazioni fiscali, il secondo la semplificazione burocratica. Le misure diventeranno operative dal giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, prevista entro metà dicembre.
Come funzionano i benefici della ZES Unica
Partiamo dall’incentivo principale, l’agevolazione fiscale che si dipana tramite lo strumento del credito di imposta sugli investimenti. Incentivi che saranno riservati esclusivamente alle aree riconosciute dall’Unione Europea come zone 107.3.c, ammissibili agli aiuti a finalità regionale. In Umbria, come spiega ‘Il Messaggero‘, queste aree comprendono 37 comuni: 34 in provincia di Perugia e 3 in provincia di Terni.
Si tratta, nello specifico, di una misura che riduce il carico fiscale per le aziende che decidono di insediarsi o ampliare la propria attività in Umbria. Le aliquote, come si legge nella nota della Presidenza del Consiglio che istituisce la ‘Struttura di missione della ZES Unica’, sono particolarmente significative e variabili in base alla dimensione dell’impresa, riflettendo le massime intensità di aiuto previste a livello europeo per le aree assistite.
Nello specifico, nel caso di una piccola impresa l’aliquota del credito d’imposta sarà del 35% sui costi ammissibili. Se l’impresa è di medio livello scende al 25%, mentre nel caso di grande impresa il credito è ammesso solo per il 15% ma limitatamente a nuovi stabilimenti e ad attività con un nuovo codice Ateco.
L’agevolazione si applica a progetti di investimento con un costo minimo di 200 mila euro e un massimale di 50 milioni di euro e riguardano l’acquisto di «macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica», di «immobili strumentali» ma solo «entro il limite del 50% del valore totale dell’investimento» e «terreni strumentali all’attività produttiva». Da sottolineare che tutti gli investimenti devono essere finalizzati «alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione della produzione con nuovi prodotti o a una trasformazione radicale del processo produttivo». Per finanziare questi investimenti sono stati stanziati nell’immediato 110 milioni di euro. Una somma maggiore rispetto al limite precedente che era di 80 milioni.
Di rilievo anche il tema della semplificazione, questa invece valida per tutti i comuni della regione. Il vantaggio, davvero cruciale, si manifesta tramite una forte azione di sburocratizzazione dei progetti industriali, produttivi e logistici «da realizzare nelle aree ZES». Per questi progetti viene introdotto il procedimento unico e l’autorizzazione unica. Questo meccanismo da un lato accelera in modo decisivo l’iter autorizzativo, riducendo così, in modo drastico, i tempi e gli ostacoli burocratici che spesso frenano l’iniziativa privata. L’obiettivo, si legge sempre sul sito ufficiale della ZES Unica, «è offrire alle imprese nazionali ed estere un ambiente normativo più snello e prevedibile, migliorando l’attrattività complessiva del territorio».
Le reazioni del mondo politico e produttivo
L’estensione della ZES all’Umbria, ovviamente, è stata accolta con grande entusiasmo dalla politica e dal mondo imprenditoriale. «Verrà attivato un unico sportello digitale nazionale con regime semplificato e autorizzazione unica entro sessanta giorni – spiega a ‘La Nazione‘ il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della commissione Lavoro in Senato -. Saranno previsti vantaggi in entrata e uscita delle merci e semplificazioni operative nei porti, interporti e aree logistiche, con la possibilità di istituire zone franche doganali».
«Un passo decisivo che riconosce le potenzialità del nostro tessuto produttivo e offre una risposta concreta agli obiettivi di crescita, modernizzazione e attrazione di investimenti» ha aggiunto, sempre a ‘La Nazione‘, il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco (FdI). «La ZES rappresenta inoltre uno strumento importante anche per il rilancio delle aree colpite dal sisma, che potranno contare su nuove leve fiscali e amministrative, per favorire la ripartenza e la ricostruzione economica» ha aggiunto Letizia Giorgianni, sempre di FdI.
Gianmarco Urbani, nella sua prima uscita come presidente degli industriali umbri, ha evidenziato come le semplificazioni burocratiche e il credito d’imposta possano agire da «acceleratore di sviluppo per l’intero sistema». Un parere condiviso dalla governatrice Stefania Proietti che vede nelle agevolazioni fiscali e nelle procedure semplificate «un contributo essenziale a sostenere gli investimenti e il rilancio occupazionale in Umbria». Il direttore di Cna Umbria, Roberto Giannangeli, ha notato l’importanza di un segnale di spesa annuale confermato a 110 milioni e ha sottolineato che «anche chi ha già operato investimenti nel 2025, potrà richiedere il contributo».
La mappa dei comuni umbri interessati dagli incentivi fiscali ZES Unica
Come accennato, sono 37 i comuni che possono usufruire degli incentivi fiscali. Eccoli nel dettaglio attingendo alla mappa stilata da ‘Il Messaggero‘. «In provincia di Perugia gli incentivi ZES interesseranno la superficie di 34 comuni, da cui è escluso il capoluogo. Partendo da nord: Città di Castello, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Gubbio, Umbertide e anche Gualdo Tadino e Fossato di Vico. Poi ancora Bastia Umbra, Bettona, e tutta l’area dello Spoletino e della Valnerina: Spoleto, Norcia, Cascia, Scheggino, Sant’Anatolia di Narco, Cerreto di Spoleto, Castel Ritaldi, Sellano, Campello sul Clitunno, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Preci e Vallo di Nera, E ancora: Trevi, Foligno, Nocera Umbra, Montefalco e Gualdo Cattaneo. Poi un pezzettino di media valle del Tevere: Marsciano, Deruta e Collazzone e uno spicchio di Trasimeno: Panicale, Passignano e Piegaro». In provincia di Terni, invece, «sono dentro sostanzialmente tre comuni: Narni, San Gemini e soltanto alcune aree del territorio comunale di Terni».






