di Maria Luce Schillaci
Quando la finanza ha un cuore e un volto umano. Succede quando riesce a rivolgersi anche ai piccoli imprenditori, ai soggetti più fragili, ai cosiddetti ‘non bancabili’. Di recente è nata la prima cartolarizzazione in una ristrutturazione finanziaria in Italia costruita su un pacchetto di prestiti di microcredito erogati da Microcredito d’Impresa Spa: un’operazione da 25 milioni di euro che consente il finanziamento non solo dei prestiti performing, ma anche di una quota di quelli non performing.
Si tratta di una forma di credito inclusivo destinata a imprese con minore accesso al sistema bancario che, oltre a ottenere liquidità a medio termine, ricevono anche un servizio di tutoraggio: dall’istruttoria fino al terzo anno di attività, infatti, vengono affiancate nella gestione finanziaria e operativa con l’obiettivo di migliorarne le prospettive economiche. I prestiti beneficiano inoltre di una garanzia dell’80% rilasciata dal Fondo Centrale di Garanzia del Medio Credito Centrale.
Un’operazione che avviene per la prima volta in Italia e che ha avuto ampia eco sui principali media di settore, tra cui Il Sole 24 Ore e Repubblica. In questa operazione c’è anche un ternano: Lorenzo Aniello Limatola, direttore amministrativo dell’azienda. «Per me si tratta davvero di una bella avventura – spiega –. È un’azienda piccola ma, nel suo settore, anche molto importante: siamo un intermediario finanziario iscritto nell’elenco degli operatori del microcredito e, per dimensioni del portafoglio, siamo tra i più grandi in Italia. La sede è a Milano, ma vivo a Terni da 14 anni e mi sento ternano a tutti gli effetti: qui ho frequentato le scuole, qui vivono la mia famiglia e molti dei miei amici».

Lorenzo Aniello Limatola racconta poi il funzionamento del settore: «Si tratta di un ambito regolamentato che prevede l’erogazione di finanziamenti assistiti da una garanzia pubblica, istituita con una legge dello Stato, per aiutare i cosiddetti soggetti non bancabili, cioè persone o imprese che non hanno una storia creditizia consolidata e che quindi spesso vengono escluse dal sistema bancario tradizionale».
I finanziamenti sono rivolti soprattutto a piccole aziende e Srl semplificate con meno di dieci dipendenti. «Può trattarsi anche di un singolo imprenditore – continua – che avvia la propria attività: artigiani, commercianti, piccoli consulenti. Di solito si parla di finanziamenti entro i 50 mila euro».
Questi prestiti sono assistiti dalla garanzia concessa dal Medio Credito Centrale – Banca del Mezzogiorno. «Non si tratta di fondi perduti – precisa –: nessuno regala denaro. Lo Stato però sostiene chi presenta un buon progetto imprenditoriale. Vengono valutati il business plan e la sostenibilità dell’attività, e noi interveniamo come intermediario finanziario».
A sua volta, Microcredito d’Impresa reperisce le risorse da banche, intermediari finanziari e istituzioni europee per poi destinarle alle piccole realtà imprenditoriali. «Può capitare – racconta – il pescivendolo che vuole rilevare una pescheria il cui titolare va in pensione, oppure il panettiere che vuole acquistare un nuovo forno per ampliare la produzione».
L’attività dell’azienda si concentra soprattutto nel Sud Italia, dove l’offerta bancaria è minore rispetto al Nord. «Nel mio ruolo di direttore amministrativo – spiega – mi occupo di pianificare la capacità di erogare prestiti, garantire la sostenibilità finanziaria dell’azienda e coordinare le scadenze dei finanziamenti. Cerchiamo anche di andare incontro ai clienti che attraversano momenti di difficoltà, ad esempio rimodulando piani di ammortamento e scadenze».
Un lavoro che, sottolinea Lorenzo Aniello Limatola, ha anche una forte dimensione sociale: «È bello vedere attività che nascono grazie a un finanziamento ottenuto tramite noi. In fondo aiutiamo persone che vogliono costruire il proprio percorso di vita attraverso il lavoro e l’impresa. Per me è una grande soddisfazione».






